Valeria, uccisa a Parigi da due colpi. Il fidanzato: “Mi sono finto morto”


Il primo colpo sul lato sinistro della faccia, il secondo, fatale, alla spalla sinistra perché il proiettile avrebbe raggiunto un polmone. Così è stata uccisa Valeria Solesin, la studentessa italiana di 28 anni, morta negli attentati di Parigi di venerdì 13 novembre. Entrambi i proiettili avrebbero raggiunto la vittima dall’alto. Sono le indicazioni che – apprende l’Ansa da fonti bene informate – sarebbero giunte dall’autopsia sul cadavere della ragazza effettuata all’ospedale di Mestre. L’adempimento medico – sono state effettuate anche delle Tac – è stato richiesto dalle inchieste aperte da due diverse Procure, Roma e Venezia, sull’uccisione della ricercatrice veneziana al teatro Bataclan.


I funerali di Valeria sono previsti per martedì in Piazza San Marco, nella sua Venezia. Saranno funerali di Stato: ci sarà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e atteso anche il premier Matteo Renzi: l’area sarà chiusa, saranno operativi per la sicurezza quattrocento agenti. Già da oggi, e fino a domani, la bara della 28enne sarà esposta al pubblico per l’estremo saluto dei concittadini nell’androne del municipio a Ca’ Farsetti, sede del Comune, davanti al Canal Grande.



L’arrivo del feretro da Parigi è stata una prova molto dura per i familiari di Valeria. Il fratello Dario, rimasto in questi giorni a Venezia, si è lasciato andare in lacrime; la nonna, è stata colta da un malore;  genitori, hanno ricevuto l’abbraccio del ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, arrivata in rappresentanza delle Istituzioni, e quello del sindaco veneziano, Luigi Brugnaro, e del governatore del Veneto, Luca Zaia.


“Per due ore mi sono finto morto e sono stato abbracciato a Valeria. I terroristi dell’Isis passavano tra i feriti del teatro Bataclan per dare il colpo di grazia alle vittime”. Sono le parole di Andrea Ravagnani, fidanzato di Valeria Solesin. Il giovane è stato sentito dalla procura di Venezia subito dopo essere arrivato in Italia con lo stesso aereo di Stato che ha riportato in Italia la ragazza uccisa dai jihadisti.


 



 

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