Usa – Strage a Orlando: Aggressore morto almeno 50 vittime. Isis rivendica l’attentato

UPDATE 21.30: Lo Stato Islamico ha rivendicato l'attacco di Orlando, sostenendo che il killer 29enne facesse parte dell'organizzazione dell'Isis. Lo riferisce Site, che riprende le dichiarazioni rese attraverso Amaq, l'agenzia di stampa del Califfato. Nel testo della rivendicazione si legge: "L’attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico".

UPDATE 20.30: Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso il suo cordoglio e la sua vicinanza ai famigliari e amici delle vittime della strage di Orlando, dichiarando che il governo Usa offrirà tutto il supporto possibile e richiedendo aggiornamenti costanti in relazione agli sviluppi del caso. "I nostri cuori sono spezzati oggi. E' stato un atto di terrore e di odio", ha detto Obama, sottolineando l'importanza di mantenersi cauti e di non lasciarsi tentare dalla vendetta: "Manteniamo i valori che ci fanno americani. Dobbiamo dimostrare che siamo un Paese che è soprattutto identificato per l'amore e non per l'odio". Il sindaco e il governatore della Florida hanno inoltre dichiarato lo stato di emergenza.

Anche i candidati alle prossime presidenziali Usa hanno commentato la strage di Orlando. Hillary Clinton, su Twitter, ha scritto: "Mi sono svegliata con la devastante notizia della Florida. In attesa di ulteriori informazioni, i miei pensieri vanno alle persone colpite da questo orribile atto", mentre Donald Trump, più polemico, ha dichiarato: "Apprezzo le congratulazioni per aver avuto ragione sul terrorismo radicale islamico, ma non voglio congratulazioni, voglio durezza e vigilanza. Dobbiamo essere svegli". In seguito, sempre via Twitter, Trump ha attaccato l'attuale presidente degli Stati Uniti, scrivendo: "Il presidente Obama ha menzionato le parole ‘terrorismo islamico'? Se non l'ha fatto, dovrebbe rassegnare le dimissioni con disonore".

UPDATE 20.00: Un uomo è stato arrestato nei pressi di Santa Monica, in California. Nel bagagliaio della sua auto sono stati ritrovati alcuni fucili d'assalto ed esplosivi. Secondo indiscrezioni, l'uomo sembrava essere diretto al Gay Pride di Los Angeles. Il timore degli inquirenti, in seguito a questo arresto, è che l'attentato al Pulse di Orlando potesse non essere un atto isolato, ma frutto di un attacco coordinato. Le indagini sono ancora in corso.

UPDATE 19.30: Un attacco preparato con cura. Secondo l'Fbi, infatti, Omar Mateen si sarebbe presentato all'interno del locale gay di Orlando armato di tutto punto: un fucile d'assalto, una pistola e degli ordigni. Una preparazione che secondo gli inquirenti non lascerebbe alcun dubbio: il 29enne di origini afgane non solo intendeva uccidere il maggior numero di persone all'interno del Pulse di Orlando, ma si era preparato anche a sostenere un eventuale conflitto a fuoco con le autorità, in modo da prolungare l'azione omicida il più possibile. La tattica utilizzata sembra ricordare molto gli eventi dell'attentato al Bataclan di Parigi dello scorso novembre, soprattutto nella scelta di un obiettivo facile e indifeso, che ha permesso di uccidere un numero di persone molto più alto rispetto a un attentato organizzato in un qualsiasi altro luogo. Inoltre gli agenti dell’Fbi hanno rivelato di aver indagato su Mateen tra il 2013 e il 1014, ma di aver interrotto l'inchiesta perché non esistevano prove sufficienti contro di lui.

UPDATE 17.00: Almeno 50 vittime, identificato aggressore – Come si temeva purtroppo continua ad aggravarsi il bilancio della drammatica sparatoria di questa notte in un night club di Orlando, in Florida. Secondo il sindaco della città Buddy Dyer, infatti, i morti sono saliti a 50 mentre i feriti ricoverati negli ospedali cittadini sono almeno 53. Tra questi ultimi anche alcuni agenti, uno dei quali salvato dall'elmetto. Purtroppo serviranno diverse ore per identificare tutte le vittime, come ha fatto saper l'Fbi. Intanto, secondo i media locali, sarebbe stato identificato il killer autore della sparatoria. Per la Cbc l'aggressore è il 29enne Omar Mateen, un cittadino statunitense di Port St. Lucie di origine afghana. La stessa emittente ha contattato il padre del presunto killer che ha commentato: "Il movente religioso non c'entra nulla, ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato. Siamo scioccati come il resto dell'America".  Secondo i media locali l'uomo era una guardia giurata. Intanto Site ha pubblicato le foto del presunto killer

Update 13:50 – "Si tratta di una tragedia per nostra comunità. Ci sono diversi morti, almeno 20. E 42 persone sono state trasportate in ospedale", ha dichiarato John Mina, sceriffo della contea di Orange County in durante una conferenza stampa. "Abbiamo tratto in salvo 30 persone", ha aggiunto, riferendo che il killer si è introdotto nel locale armato di "un fucile d'assalto, una pistola e un tipo di ordigno".

Un uomo armato è entrato in un locale gay di Orlando, in Florida, sparando all'impazzata sulla folla. Secondo quanto riportano i media locali, nella sparatoria sono state colpite oltre oltre venti persone. Successivamente l'uomo si è barricato dentro al locale con diversi ostaggi.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati