UNIVERSITA’ KORE : SALERNO RISPONDE AL CONSIGLIERE PROVINCIALE GIUSEPPE CIMINO

L’Università di Catania non ha chiesto 20 milioni di euro all’Università di Enna. Li ha chiesti al Consorzio ennese universitario (CEU). Però il CEU chiede all’Università di Catania oltre il doppio: circa 43 milioni di euro. Le richieste del CEU sono documentate, quelle dell’Università di Catania no.


 


Sarà un collegio arbitrale, costituito di comune accordo ed in forma paritetica tra le due istituzioni, a decidere nelle prossime settimane chi ha ragione e in quale misura. Per adesso si sa soltanto che le carte presentate dall’Università di Catania sono, per usare un eufemismo, disordinate. Forse più adatte ad essere valutate da altri collegi.


 


Sono del tutto prive di fondamento le notizie che parlano di difficoltà economiche della Kore.


L’Università ha una situazione finanziaria e patrimoniale estremamente solida, tanto che:


1.        in soli tre anni di vita ha già acquistato tre beni immobili ad Enna del valore di diversi milioni di euro;


2.        ha preso in carico circa cinquanta dipendenti della Provincia, passandoli da orario parziale ad orario pieno per un ammontare annuo vicino ad 1 milione di euro;


3.        ha assunto tutti gli oneri per i corsi interateneo di Ingegneria e di Psicologia, liberando il CEU, e quindi la Provincia e gli altri enti locali che ne fanno parte, del peso di quasi 2 milioni di euro all’anno;


4.        ha accettato di avere in comodato gratuito tre dei quattro padiglioni della Cittadella degli studi, assumendosi le spese delle relative tasse e delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, quantificabili in una media di 1 milione di euro all’anno, liberando la Provincia di tale incombenza che prima sosteneva a fronte di un affitto di alcune centinaia di migliaia di euro appena.


 


Come si può vedere, non corrisponde affatto al vero che l’Università pesi sulla Provincia. E’ invece vero il contrario: è l’Università che aiuta la Provincia, ma è giusto che sia così, perché così è stato previsto che fosse. Abbiamo fatto l’Università per aiutare la Provincia e tutti i Comuni dell’Ennese, non per prendere soldi dalle loro casse.


 


Di conseguenza, la quota di partecipazione annua che la Provincia eroga al CEU – che è di 675.000 euro, meno della metà quindi di 1.700.000 indicati nel comunicato del consigliere provinciale – rappresenta un piccolo risarcimento rispetto alle spese che l’Università fa risparmiare alla Provincia, che sono quantificabili in almeno 3 milioni di euro per anno.


 


Non è quindi l’Università che deve avere paura dell’eventuale uscita della Provincia fuori dal CEU. Il dramma sarebbe se fosse l’Università ad uscire fuori dalla Provincia! 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati