Università: come evitare la ”fuga dal sud”

 Per avere le migliori possibilità di ingresso nel mondo del lavoro, i giovani cercano di potenziare la propria istruzione e formazione accademica scegliendo le università e gli istituti migliori e di maggior prestigio. Il punto di riferimento sono le liste e le classifiche annuali delle migliori università italiane, che purtroppo mostrano una netta rottura nella penisola: nelle posizioni più alte delle classifiche le università del Nord Italia, mentre quelle del Sud agli ultimi posti. Questa situazione è il riflesso di una generale discrepanza economica e produttiva fra Nord e Sud, con il primo che tenta timidi segni di ripresa mentre il secondo, complice una carenza industriale e uno sfruttamento delle risorse spesso errato, ristagna nella crisi.

Sempre più giovani studenti decidono di allontanarsi dal Mezzogiorno per andare a studiare in un'università dell'Italia centro-settentrionale, avvertita come più prestigiosa e fonte di una migliore formazione, così che gli atenei meridionali perdono sempre più iscritti, docenti, fondi, e conseguentemente calano nelle classifiche di merito, perpetrando un circolo vizioso che consuma e svilisce l'immenso patrimonio culturale e storia universitaria meridionale. La fuga dal Sud è sia causa che effetto della gravosa situazione accademica meridionale, e solo la rottura di questo trend, sfatando molti miti e preconcetti, può rimettere in moto il Mezzogiorno. L'esodo dei cervelli non è solo verso l'estero, ma anche interno. Sempre più studenti preferiscono spostarsi al Nord per proseguire gli studi di livello superiore piuttosto che rimanere nel loro territorio di origine, per le pessime condizioni in cui vertono le imprese locali, per lo scarso sostegno allo studio, per l'impressione che il Settentrione possa valorizzare meglio il proprio talento.

L'allontanamento degli studenti più bravi e promettenti è però una critica perdita di risorse umane e un costante impoverimento culturale per le regioni meridionali, che vedono sempre più compromessa la propria ripresa futura. I dati parlano chiaro: i laureati al Sud sono il 35% in meno di quelli al Nord, che hanno una probabilità di impiego dopo la laurea molto più alta di quella dei colleghi laureati al Sud. Fra chi non può permettersi di emigrare al Nord per continuare gli studi, sono sempre di più quelli che ritengono inutile proseguire la propria istruzione. Fra emigrazione e scoraggiamento, quindi, gli atenei meridionali stanno perdendo circa 45 mila immatricolati rispetto allo scorso decennio, mentre gli iscritti al Nord aumentano, incrementando il gap interno al paese. La situazione è particolarmente seria in Sicilia, dove il 30% dei giovani residenti decide di proseguire gli studi al Nord, determinando un calo di circa il 20% nelle iscrizioni alle università locali.

Ma proprio dalla Sicilia può arrivare il motivo di riscatto per ribaltare la situazione e riportare le università meridionali all'importanza e qualità che meritano. Parte dall'Università di Catania una controtendenza volta a valorizzare le eccellenze locali per rivalorizzare l'Ateneo. Le parole d'ordine di questo riscatto sono specializzazione e abbattimento delle apparenze. Da un lato, specializzare l'Ateneo così da concentrarsi sugli insegnamenti effettivamente eccellenti, per garantirne la buona qualità invece di anestetizzarli nella dispersività di tantissimi corsi di laurea mediocri. Dall'altro, puntare sulla meritocrazia, per dimostrare che anche la preparazione degli studenti dell'Università di Catania non è da meno rispetto a quella degli studenti degli atenei settentrionali. C’è anche un’altra strada però, ed è quella rappresentata dagli Atenei Telematici come quello di Unicusano, riconosciuto dal MIUR, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La sua sede principale si trova a Roma, ma ci sono diversi centri di e-learning sparsi su tutto il territorio nazionale; grazie a queste strutture infatti è possibile frequentare la stessa università pure a Catania, sia in sede che online, anche se la struttura principale fa capo altrove. Comunque, la strada dell'Università di Catania e degli altri atenei meridionali verso il riscatto passa per un maggiore investimento economico, in modo che vengano stanziate le maggiori risorse necessarie per l'istruzione, ma anche attraverso un cambiamento di sensibilità, che porti a concepire l'università non come un servizio, ma come una comunità di appartenenza di cui ognuno è un tassello fondamentale. Questo cambiamento di mentalità può venire solo dalle nuove generazioni, ed è questo il metodo vincente per evitare la fuga dal Sud.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati