Un commento sulle ultime amministrative

A risultati ufficiali acquisiti non posso non fare alcune considerazioni sull'esito dei ballottaggio nelle maggiori  città italiane.
Scontato, secondo le previsioni della vigilia, il risultato di Napoli con la rielezione De Magistris, il quale non è catalogabile tra le formazioni politiche tradizionali,  prevista anche  l' elezione della Raggi a Roma.
Forte dubbio sul risultato del ballottaggio di Milano, dubbio confermato durante le sfoglio che ha registrato la vittoria di Sala con un  minimo scarto, mentre grossa sorpresa a Torino dove l' Appendino ha vinto recuperando circa il 12%  a Fassino.
Mentre i risultati ad  eccezione di quelli di Torino potevano starci,  molte perplessità hanno creato  le percentuali ottenute dalla Raggi a Roma e dalla Appendino a Torino.
Non può essere considerato un fatto normale che a Roma la Raggi doppi il risultato di Giachetti e che a Torino l'Appendino  recuperi il 12% dei voti a Fassino che, secondo il giudizio dei torinesi ha bene amministrato la città, senza tener conto che si trattava di un ex Segretario politico del P.D.,
A questo punto occorre ricercare le cause che hanno determinato,non tanto il risultato elettorale, quanto un'interpretazione degli stessi risultati.
Nella mia ultima lettera aperta indirizzata al Presidente Renzi, pubblicata su questo giornale on line il 15 giugno 2016 alla vigilia del ballottaggio, riferendomi a certi atteggiamenti del Presidente Renzi così concludevo:  “Tanto è bastato per compattare tutta l'opposizione e gran parte della minoranza del suo partito”.
E' stata parte dell'opposizione e parte della minoranza del suo partito ad agevolare i grossi risultati ottenuti dal Movimento cinque  stelle non solo a Roma e Torino, ma in tutti i comuni in cui il ballottaggio era tra un esponente del P.D. ed un esponente del Movimento cinque stelle.

Può essere giustificato il comportamento di SEL che non ha ufficialmente condiviso le decisioni del P.D., giustificate  le posizioni di Fassina e Civati i quali, non condividendo la linea del partito, si sono dimessi da oltre un anno, ma non possono essere tollerate le continue dichiarazioni in polemica fatte da Cuperlo, l'ironia di D'Alema alla vigilia el ballottaggio ed il disimpegno di molti nel corso della campagna elettorale.
Renzi non ha fatto alcun tentativo per cercare , nella sua duplice veste di Segretario e di Presidente del Consiglio, di ammorbidire i rapporti con la minoranza la quale, vistasi completamente esclusa nella valutazione di molte decisioni, nel segreto dell'urna si è comportata “ secondo coscienza”.
In una delle mie ultime note sottolineavo che l'esito delle amministrative poteva condizionare l'esito del referendum per l'approvazione delle riforme costituzionali.
Se il problema allora era di un codice “ verde”, oggi  si ha la sensazione che il colore tende velocemente a diventare “rosso”,
E con il colore rosso verrà cancellata  la lunga fatica del Parlamento che vedrà buttato  nella spazzatura quanto approvato in circa due anni di attività parlamentare. 

Angiolo Alerci

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati