Uccelli, uccellacci e uccellini e il Natale spento del Sindaco di Piazza Armerina

E' stato un Natale di solidarietà contro l'opacità del male, una festa diversa dagli altri anni, forse più sobria, più silente, non solo nei giochi e colori, nella chiassosità terapeutica del momento, ma soprattutto negli animi. Troppi problemi insoluti e troppe famiglie coinvolte. Se veramente é stata una festa diversa dalle altre lo sapremo solo alla fine di quest'anno in corso, quando calerà il sipario sul tempo trascorso. Le prospettive non sono incoraggianti, anche se, come ha detto Papa Francesco, bisogna avere molto coraggio per parlare di gioia durante il Giubileo della Misericordia. Non serve fare l’elenco dei conflitti, delle paure, dei morti e dei martiri della libertà né tantomeno rinnovare vecchie battaglie dei secoli scorsi che la storia ci ricorda come sconfitte. 
Occorre più solidarietà, maggiore capacità di resistere contro chi agisce al buio, voglia di vivere e di crescere come comunità, pur nella consapevolezza dei pericoli che si corrono, perché l’ignoto fa paura dopo essersi mostrato nella sua lucida follia e volontà di distruzione. Questa festa non é stata come le altre degli scorsi anni, vacanze sulle nevi e nelle città d’arte, gite con le famiglie per ritemprare anime e corpi in spensieratezza.
Lo Stato ed il Governo non stanno facendo fino in fondo la loro parte, nonostante i proclami sui media. Mentre da Palermo non si muove foglia, da Roma continua il dondolìo di Renzi e company, quell'annacamento in cui noi siciliani siamo veri maestri. Non c'é costanza nell’assicurare la certezza del diritto, la protezione dei risparmi dei cittadini, la difesa dei valori enunciati nella Costituzione, il benessere per la popolazione, particolarmente quella meno abbiente. Speriamo che questo trascorso Natale, per cui abbiamo indossato i nostri abiti migliori, ci abbia trasmesso intatti i sentimenti di fiducia per questo domani, da poter condividere con le persone cui vogliamo bene, con quelle che ci ruotano intorno e che costituiscono il nostro habitat. Che quest'anno appena iniziato sia di buoni auspici del buio di quello scorso, foriero di nuovi traguardi sociali, di pace vera e amore fraterno.

PIAZZA ARMERINA: UNA AMMINISTRAZIONE CHE NON BRILLERÀ NEANCHE DI LUCE RIFLESSA
Certo, qualche luccichio ce lo saremmo aspettato dal nostro Sindaco, tanto per accendere queste festività troppo spente, pur avendo oramai capito che questa Amministrazione non brillerà di certo neanche di luce riflessa. L'auspicio però rimane. Poi, andare a consegnarsi dal faraone, non quello egiziano, in compagnia di un pavone, la cui coda certamente non impressiona nessuno, un pò di ilarità l’ha suscitata, ma questo lo dico con immenso rispetto. Se l'abito non fa il monaco, certamente quest'ultimo palmipede non é tra i più rappresentativi neanche della categoria dei più comuni uccelli. Uccelli, uccellacci, uccellini, senza alcuna volontà di trascendere in altro.
Sono già trascorsi trenta mesi. Inizia ora il tempo dei primi resoconti, delle prime verifiche del lavoro amministrativo svolto da questo gruppo dirigenziale, che appare scarno, seppur con qualche eccezione. La scarnezza è anche di entusiasmo, di forza e vigore negli atti intrapresi, nell'incapacità a saper cogliere occasioni al volo e nel volersi rapportare con quanti sono stati disponibili a prestare soccorso gratuito ed invece non hanno avuto riscontro, nell'opportunità di inserimento nel tessuto connettivo sociale, nell'elaborazione progettuale a breve e medio termine, nell'impossibilità a sviluppare contatti politici seri a Palermo come a Roma. Bruxelles è troppo lontana. E' necessario cominciare a pensare ad altro, prima che sia ancora una volta troppo tardi? Riflettiamo, intanto, come sia facile criticare stando seduti, mentre com'é veramente difficile "fare" stando all'impiedi. Che almeno coloro che ieri erano all'impiedi e potevano "fare" ma non hanno fatto, oggi imparino a criticare costruttivamente e si preparino al "saper fare". Questa è la democrazia.     

Michelangelo Trebastoni

Vai alla rubrica "L'altra opinione" curata da Angelo Tebastoni

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati