TRASPARENZA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : COMMISSIONE ARS APPROVA DDL ALL’UNANIMITA

All’interno del provvedimento sono state inserite anche alcune delle norme piu’ significative, in materia di personale e trasparenza, finalizzate ad affermare e incrementare l’impermeabilita’ dell’azione amministrativa regionale rispetto a qualsiasi forma di infiltrazione e collusione mafiosa. Il corpo di norme e’ stato tratto dal “Codice antimafia e anticorruzione della pubblicazione amministrazione”, varato dalla Commissione istituita dall’allora assessore regionale alla Presidenza, Giovanni Ilarda, e presieduta dall’ex procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, e approvato dalla giunta regionale lo scorso 4 dicembre. In particolare, Regione, Province e Comuni, dovranno privilegiare, nell’ambito dei propri programmi formativi, lo svolgimento di corsi rivolti al personale che opera nei settori degli appalti, dell’urbanistica e dell’edilizia. Il dipendente dovra’ segnalare, inoltre, con immediatezza, ogni fatto o comportamento anomalo riconducibile a possibili interferenze criminali nell’attivita’ della pubblica amministrazione. Inserito, inoltre, il divieto per il dipendente di richiedere e accettare regali, tranne se di modico valore e per particolari ricorrenze. In caso contrario, l’offerta di qualsiasi donativo dovra’ essere segnalata al dirigente. Prevista l’attivazione di un numero verde telefonico per la segnalazione di episodi di infiltrazioni criminali negli uffici regionali. I dipendenti avranno inoltre l’obbligo di compilare un questionario indicando sia i rapporti di collaborazione, in qualunque forma retribuiti, svolti negli ultimi 5 anni, sia l’eventuale adesione ad associazioni od organizzazioni, anche di carattere non riservato (tranne partiti politici e sindacati). Il questionario andra’ aggiornato con cadenza biennale I dipendenti dovranno comunicare, all’organo burocratico di vertice, l’avvio e la conclusione di eventuali procedimenti penali a loro carico per i reati di stampo mafioso, concussione, corruzione, scambio elettorale politico-mafioso, rapina, estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio, truffa aggravata ai danni dello Stato, turbata liberta’ degli incanti e frode nelle pubbliche forniture.


Prevista, inoltre, la rotazione periodica del personale che svolge mansioni nei settori piu’ esposti al rischio di infiltrazioni di tipo mafioso e in particolare degli appalti, dell’urbanistica, dell’edilizia, dei trasporti e delle risorse umane. I dirigenti, nell’assegnazione del carico di lavoro inerente i procedimenti amministrativi, dovranno seguire predeterminati criteri di distribuzione ancorati a parametri oggettivi, resi pubblici con mezzi adeguati. Previsto il rigoroso rispetto dell’ordine cronologico nella trattazione di una pratica. Le amministrazioni dovranno, inoltre, rilevare e conservare, per 12 mesi, i dati di coloro che accedono ai pubblici uffici. Per quanto riguarda la trasparenza, previsto l’obbligo, per l’amministrazione regionale e gli enti locali, di pubblicazione, sui propri siti internet, dei bilanci, della spesa per il personale, della ripartizione del fondi in materia di retribuzione accessoria. Ma anche di rendere pubblici, con collegamenti ipertestuali adeguati e con l’accessibilita’ diretta dalla home page, i moduli e i formulari necessari per la presentazione di istanze varie. Per la prima volta, la Regione siciliana, con l’obiettivo di assicurare, all’interno e all’esterno dell’amministrazione, un’immagine coordinata, univoca e trasparente della sua organizzazione, si dotera’ di un manuale con le norme e i criteri fondamentali per il rispetto, il corretto e uniforme utilizzo del proprio logo

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati