Terremoto a Ischia: due morti, feriti e gravi danni. Tremano anche Pozzuoli e Napoli

Due vittime accertate e 36 feriti (nessuno in codice rosso): è il bilancio aggiornata della scossa di terremoto di magnitudo 4, che ha colpito Ischia e la costa flegrea. La scossa è avvenuta alle 20.57 di ieri, 21 agosto, ad una profondità di 5 chilometri. Inizialmente l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva parlato di una scossa di magnitudo 3.6, ad una profondità di dieci chilometri. Il nuovo valore di 4 si è invece basato sui dati rilevati dalla rete simica dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, che ha quattro stazioni a Ischia.

Un bambino di sette mesi è stato estratto vivo dopo sette ore e sta bene, mentre si lavora ancora per trarre in salvo i suoi fratellini di 8 e 11 anni. Due uomini e due donne sono stati trovati vivi sotto le case crollate. I danni maggiori nel comune di Casamicciola. In piazza Maio una palazzina abitata è crollata. La chiesa del Purgatorio è andata distrutta, numerosi alberghi sono rimasti isolati. E proprio qui c'è stato il maggior numero di feriti, i dispersi e le due donne decedute.

"Da quello che sappiamo il terremoto è di origine tettonica e non vulcanica – ha spiegato all'agenzia Agi il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica Carlo Doglioni – Casamicciola è nota per i terremoti: nel 1883 se ne verificò uno di magnitudo 5.8 che fece 2.300 morti". Sulle conseguenze, Dogliani nota che "non è una novità che terremoti anche di bassa magnitudo facciano danni, perché superficiali e perché le costruzioni non sono adeguate". Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è recato nella sede della Protezione Civile a Roma e ha preso parte al Comitato operativo.

I vigili del fuoco continuano a scavare per salvare i due fratellini rimasti sotto le macerie. I bimbi sono in contatto con i soccorritori e sono stati raggiunti: i vigili sono riusciti a passare delle bottigliette d'acqua al più grande e parlano con i bimbi per tranquillizzarli anche perché le operazioni per estrarli sono ancora lunghe.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati