SICILIA, CACCIA SOSPESA FINO AD OTTOBRE

“Grazie alla sospensione della stagione venatoria a seguito del ricorso di Legambiente al TAR, dal 9 settembre – data del decreto cautelare del Tribunale – ad oggi in Sicilia sono stati salvati 765mila animali al giorno”. Lo rende noto la LAV che ha calcolato il carniere giornaliero (15 animali) autorizzato dal Calendario Venatorio per ognuno dei 51mila cacciatori siciliani; in totale, quindi, negli 8 giorni di caccia (5 a settimana) che sarebbero stati usufruiti dalle doppiette se non fosse intervenuto il TAR, in Sicilia sarebbero stati potenzialmente uccisi (in maniera del tutto legale!) ben 6.120.000 fra conigli, quaglie, tortore, colombacci e merli.


 In adempimento al provvedimento di sospensione della caccia emesso dal TAR Sicilia, negli scorsi giorni l’Assessore regionale all’agricoltura e foreste, on. Giovanni La Via, ha emanato un decreto che revoca integralmente il calendario venatorio 2008-2009: ne deriva che è sospesa in tutta la Sicilia non solo la caccia vera e propria ma anche il cosiddetto “addestramento cani” e qualsivoglia similare attività cinofilo-venatoria precedentemente prevista dal Calendario. Nel caso tali attività fossero viceversa praticate, inoltre, le stesse potrebbero essere riconducibili al “vagare o soffermarsi” “in attitudine di ricerca” della fauna ”o di attesa della medesima per abbatterla” (art. 12, L. n. 157/1992) e, quindi, costituirebbero ipotesi di bracconaggio penalmente sanzionabile. Allo stato, inoltre, sul territorio della Regione Siciliana è vietato il trasporto di “armi da sparo per uso venatorio” che non siano scariche ed in custodia (art. 21, comma 1, lett. G, L.  n. 157/1992; artt. 4 e 7 L. n. 896/1967).


 Quali, dunque, le prospettive? Secondo gli esperti della LAV Sicilia la caccia rimarrà sospesa almeno fino ad ottobre: il 26 settembre prossimo il TAR si riunirà per affrontare di nuovo il ricorso ma – qualunque decisione venisse presa – la caccia non potrà automaticamente riaprirsi. Anche nella remota ipotesi di un giudizio favorevole alla Regione, infatti, dopo il deposito della decisione dei giudici l’Assessorato all’agricoltura dovrà comunque elaborare per intero un nuovo calendario venatorio, seguendo tutto il complesso iter previsto dalla legge regionale sulla caccia n. 33 del 1997: convocazione del Comitato regionale faunistico-venatorio; parere preventivo dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica (INFS) di Bologna; pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale ecc. In caso contrario il provvedimento sarebbe illegittimo e, dunque, si aprirebbe una nuova querelle giudiziaria che la LAV è pronta a sostenere in difesa della fauna e per la legalità.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati