SANITA’: DEFINITA LA RIMODULAZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA

Questa mattina , alle ore 11.00, a Palazzo d’Orleans  alla presenza del  Presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo e dell’assessore alla Salute Massimo Russo è stata presentata la nuova rete ospedaliera siciliana che riguarda tutte le 17 aziende sanitarie. Nella rimodulazione della rete ospedaliera prevista dal Piano di rientro è garantita una distribuzione funzionale ed omogenea dei posti letto, evitando così di mantenere raddoppiamenti. La dotazione complessiva della Sicilia raggiunge la quota complessiva di 19.524 posti letto: 11.868 sono i posti letto per acuti del servizio pubblico a cui vanno aggiunti i 3.845 del settore privato, i 548 delle “sperimentazioni gestionali” e dell’ospedale classificato Buccheri La Ferla di Palermo e i 3.263 posti letto per riabilitazione e lungodegenza, che sono stati implementati di circa 2.000 unita’. La rimodulazione della rete non è definitiva in quanto nei prossimi mesi , dopo  opportune verifiche , laddove dovesse risultare necessario verranno apportate le dovute modifiche. L’organizzazione della nuova rete punta sulla piena e perfetta integrazione tra grandi ospedali di riferimento (hub) presenti nelle aree metropolitane e nei capoluoghi di provincia e i piccoli ospedali dei centri periferici (spoke). Tutte le province siciliane avranno garantite le funzioni basilari di medicina e di chirurgia mentre le alte specializzazioni saranno ripartite nei grandi ospedali di riferimento. Tutto cio’ dovrebbe garantire elevati standard di qualita’ e sicurezza per il paziente e permettere un ulteriore riduzione degli indici di ospedalizzazione. La nuova organizzazione prevede un aumento dei posti letto delle terapie intensive, con opportune misure per riequilibrare il numero dei posti letto nelle varie province.  E’ prevista la creazione, negli ospedali piu’ piccoli, di posti letto “indistinti” di day hospital sia di area medica che chirurgica e  l’istituzione di nuovi posti letto nei pronto soccorso degli ospedali dei capoluoghi di provincia, i cosiddetti MCAU (medicina chirurgia accettazione urgente) dove il paziente potra’ essere trattenuto fino a 72 ore per evitare ingolfamenti delle unita’ operative con ricoveri inappropriati.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati