SAN VALENTINO: INNAMORAMENTO, AMORE E FRATTAGLIE VARIE.

Come scrivere della festa degl’innamorati senza essere retorici ? Semplice: non scriverne affatto. Eppure qualcosa bisogna dirla visto che questa festa muove ogni anno in Italia milioni di Euro e coinvolge milioni di persone. Sono passati trent’anni dall’uscita del libro del sociologo Francesco Alberoni “Innamoramento e Amore” e oggi nelle librerie sarà possibile trovarne una nuova edizione riveduta e corretta dallo stesso autore alla luce dei cambiamenti intervenuti nella nostra società. A partire dalla fine degl’anni settanta quel trattato ha rappresentato per diverse generazioni un punto di riferimento importante per tentare di capire le alchimie affettive che coinvolgono due individui nel momento in cui si manifesta quel turbinio di emozioni che viene definito “Amore”. Il grande merito di Alberoni è stato quello di scindere l’innamoramento, fase in cui il partner viene idealizzato, dall’amore vero e proprio, fase nella quale , cessato il turbinio ormonale, si prende coscienza non solo dei pregi ma anche dei difetti e trasforma l’innamoramento in un sentimento più completo e profondo. Noi uomini non smetteremo mai di ringraziare Alberoni.


Chi non si è sentito dire dalla propria compagna : “non mi ami più come una volta”. Una frase che ha messo in crisi molti rapporti e alla quale è sempre stato difficile dare una risposta fin quando l’eminente sociologo non ci ha suggerito la formula magica “Innamoramento e Amore”. Chi ha avuto l’accortezza di leggere quel libro si è evitato ore ed ore di discussioni con relative rassicurazioni , giuramenti, pianti e incomprensioni. Così alla fine, convinta la compagna sulle profondi radici del proprio sentimento, si è trovato sposato, con un mutuo, due figli, l’immondizia da portare fuori, lo shopping selvaggio e le visite guidate a Etnapolis e con un unico rammarico aver letto “Innamoramento e amore “ di Francesco Alberoni.  


Oggi le rose si sprecheranno. Bisogna adeguarsi. Guai dimenticare l’evento! Perché nonostante ogni giorno dell’anno dimostriamo alle nostre compagne di amarle e onorarle nella buona e nella cattiva sorte , così come quel prete ci ha suggerito,dimenticare le rose a San Valentino equivale a una dichiarazione di guerra con relative conseguenze: pasti freddi, camicie non stirate, silenzio tombale per giorni e giorni e la consapevolezza che per i prossimi trent’anni avrete rinfacciata la vostra dimenticanza ogni qualvolta si parlerà dell’argomento amore.  


Per i ragazzi è diverso. Loro sono entusiasti. Non possono dimenticare. Stasera saranno tutti impegnati in cene al lume di candela. Mangeranno con una sola mano l’altra è d’obbligo tenerla sul tavolo avvinghiata a quella della propria ragazza. Regaleranno grossi cuori di plastica che per farli entrare in auto dal lato passeggero dovranno sgonfiare, mentre la compagna attende spazientita e con lo sguardo rivolto in su dice “ Ce la fai?”. Il locale della “cena romantica” ben presto si trasformerà in una sala mensa. La cosa non li convincerà, ma ormai ci sono. Le paroline dolci che hanno preparato da sussurrare al proprio amore gli resteranno in gola; con quel casino bisognerebbe gridarle e proprio nel tavolo accanto c’è un’altra coppia con cui ogni sabato si esce insieme, nel tavolo di fronte il professore d’italiano con la moglie e , alle spalle, l’ex ragazza con il suo nuovo fidanzato. Alla fine della cena , usciti dal locale, si ci aspetterebbe un pò di sesso. Ma lei non vuole. “E’ tutto così romantico – dice – perchè vuoi rovinare questo momento ?” E lui, mentre l’abbraccia teneramente, penserà ancora al conto che ha pagato che tanto romantico non era e, dentro l’auto, con il riscaldamento acceso e la benzina di papà che scorre a fiumi, dallo specchietto guarderà il grande cuore di plastica : anche lui afflosciato.


Buon San Valentino a tutti.


Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati