Renzi: “Marino? Si è rotto qualcosa tra l’amministrazione e i cittadini”


Matteo Renzi nega la possibilità, paventata dagli organi di stampa nei giorni scorsi, secondo cui l’Italia sarebbe pronta a prendere parte, in prima linea, all’ipotesi di bombardamenti mirati a ridurre le forze dell’Isis in Iraq. Interrogato da Fabio Fazio nel programma televisivo “Che Tempo che Fa” su Rai Tre, l’attuale premier ha negato categoricamente vi sia un programmasul tavolo, ma tuttavia ha considerato possibile l’idea di un intervento nel caso in cui si dovesse prefigurare un accordo programmatico di tipo internazionale:


L’idea che si possa intervenire in alcuni scenari con le armi è da prendere in considerazione, ammesso che sia dentro uno scenario condiviso con il Parlamento e con gli altri paesi […] Con i bombardamenti in Libia si è risolto il problema Gheddafi e non il problema libico. L’Italia è in prima linea in Afghanistan, in Libia e molti altri fronti. Al momento non sono in programma bombardamenti in Iraq, l’idea che, siccome lo scrive un giornale, si debba partecipare a dei bombardamenti, non esiste. Non lo escludo del tutto, ma al momento non ci sono piani sul tavolo per bombardamenti in Iraq.


Per Matteo Renzi è di primaria importanza considerare la cooperazione internazionale e la sua intenzione è quella di mettere il paese al centro dello scacchiere internazionale: “L’Italia è stata la prima a battersi per una dimensione unitaria, io mi immagino un’Italia che in questo senso abbia un ruolo sempre meno secondario”. Sulla stessa linea il discorso affrontato sul tema dei migranti. Il conduttore ha interrogato il Presidente del Consiglio nel merito della differenza tra migranti economici (quei 400 mila che secondo un’indiscrezione del Times scottante pubblicata nei giorni scorsi verranno rispediti nei loro paesi tramite un programma europeo) e quelli che arrivano in Europa per motivi politici. La risposta non è diretta, Renzi elude la questione:



La cosa importante è che l’Europa stia arrivando sulla posizione italiana.


Da Marino a Pisapia, gli scogli Roma e Milano
Non poteva mancare accenno alla situazione romana e alle dimissioni di Marino (oggi acclamato in Campidoglio dai cittadini per ritirarle) che verranno formalizzate domani: “Non so se si è rotto qualcosa tra il Pd e Marino, che ha vinto le primarie a sorpresa, il che me lo rende simpatico. Forse, quello che si è rotto, è quello che c’è tra l’amministrazione e la città”. Non si sbilancia sui nomi del commissario: “Sabella è un ottimo nome, è un magistrato, ma chi sarà il commissario lo deciderà il prefetto di Roma. Per i prossimi mesi è fondamentale che chiunque possa dare una mano a Roma lo faccia”. E Renzi non si pronuncia a pieno nemmeno sulle primarie (per molti non sarebbe intenzione del premier organizzarle per scegliere il candidato di Roma) e si affida ai cittadini: “Se c’è una cosa sicura è che non posso scegliere io il sindaco di Roma, se dovranno  essere i romani, che scelgano bene”. Situazione critica anche per il candidato di Milano, dove il Pd sembra altrettanto confuso. Renzi corteggia ed elogia Pisapia, pure sapendo sia improbabile convincerlo a ricandidarsi:


Io credo che Pisapia non abbia voglia di rifare il sindaco, ma Pisapia ha dimostrato di essere un grande sindaco nei giorni dei Black Bloc dopo l’inaugurazione Expo.


 



 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati