PIAZZA ARMERINA – UN BONUS BEBE’ PER LE MAMME ARMERINE? SE NE PARLERA’ IN CONSIGLIO COMUNALE

Il consigliere Carmelo Gagliano ha presentato nei giorni scorsi la proposta di un “bonus bebè” di 200 euro da assegnare alle donne che partoriranno a Piazza Armerina. L’obiettivo , come dichiarato dallo stesso consigliere, è quello“di incrementare il numero di nascite al Chiello e salvare in questo modo il punto nascite della città dei mosaici”. Questo bonus costerebbe alle casse comunali circa 50.000 €uro l’anno,una somma cospicua tenuto conto anche delle recenti dichiarazioni del Sindaco Nigrelli sulla congiuntura negativa che si prospetta per il ostro comune nei prossimi mesi a causa dei mancati trasferimenti di denaro da parte della Regione siciliana. La diminuzione delle nascite in Italia è un fenomeno che parte da molto lontano nel tempo e risale all’inizio degl’anni ’80, a questo fenomeno va associato anche una gestione che nel passato non è stata delle migliori del reparto ostetricia del nostro ospedale;i due fenomeni congiunti rischiano di causare il trasferimento ad Enna del servizio per sovradimensionamento rispetto alla domanda. Non abbiamo numeri precisi sulle nascite a Piazza Armerina , ma è da ritenere che sia molto basso. La crisi economica ha ridotto il numero delle unioni e sconvolto anche le previsioni statistiche che prevedevano un piccolo incremento per il 2015. Non crediamo che un “bonus bebè” ( lo Stato comunque ne assegna già uno) possa essere la soluzione per il Chiello. I costi sopportati dalle famiglia  negl’anni per un figlio  sono notevoli e se si vede questo incentivo come un’arma per scoraggiare le nascite in altri presidi ospedalieri ci sembra superfluo fare notare che ci si può permettere di far nascere un figlio a Catania o a Caltagirone non ha certo bisogno di 200 euro. Una spesa per il comune che finirebbe comunque nelle tasche di chi ha già deciso di utilizzare la struttura sanitaria del Chiello e immobilizzerebbe 50.000 euro del bilancio che potrebbero essere destinati a servizi ben più indispensabili. Il reparto ostetricia del Chiello deve comunque restare attivo, perché non può essere la logica dei costi e dei ricavi a guidare le scelte di un’unità ospedaliera quando questa svolge anche una funzione sociale. Consigliamo al consigliere Carmelo Gagliano di far sentire la propria voce all’interno del partito del quale fa parte e nel quale prevale spesso una logica utilitaristica nelle scelte che andrebbero in molti casi soppesate da altri punti di vista.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati