Piazza Armerina – Tassa di soggiorno necessaria

La corte dei conti ha recentemente statuito che anche gli alberghi in crisi debbano versare la quota della tassa di soggiorno al comune. A Piazza Armerina comunque il problema non si pone. Il consiglio comunale, infatti, piuttosto che occuparsi dei problemi afferenti alle minori entrate nel bilancio, preferisce occuparsi di attivita' politica come la mozione di sfiducia al sindaco.

Da tempo, la direzione del servizio regionale turistico di Piazza Armerina preme perche' venga approvata la delibera d'istituzione della tassa di soggiorno, che creerebbe maggiori entrate nel bilancio e liquidita' per l'amministrazione in carica per potenziare servizi turistici e realizzare attivita' di supporto al sistema in atto abbandonato e perche' nella convenzione con il dipartimento regionale dei beni culturali vengano inseriti i 4 regolamenti relativi al turismo e gia' approvati dal consiglio comunale nella legislatura scorsa. Di fatto, l'amministrazione in carica potrebbe gia' renderli operativi, ma la copertura finanziaria, stante la grave situazione finanziaria dell'ente locale, dovrebbe assicurarla il 30% delle entrate dei biglietti della villa romana del Casale e, quindi, la convenzione rimodulata.

I regolamenti approvati riguardano incentivi per gli operatori del turismo, istituti scolastici e tour operator che prenotano per almeno due giorni in strutture ricettive del territorio: regolamento per i soggiorni turistici, per il turismo congressuale, per il turismo scolastico e per la promozione della citta' e del sito unesco in Italia e all'estero.

Michelangelo Trebastoni

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati