PIAZZA ARMERINA – SI TORNA A LAVORARE AL PALIO DEI NORMANNI

Il Palio dei Normanni sta , forse, per entrare in una nuova fase. La giunta Nigrelli è decisa a gestire in prima persona l’evento per migliorarlo. Noi di Start, che abbiamo seguito la manifestazione nelle ultime due edizioni con le nostre telecamere,  ci auguriamo che vengano apportate tutte quelle correzioni necessarie che rendano i tre giorni della manifestazione molto meglio organizzati.
Quali sono i problemi che la commissione insediata da Nigrelli dovrà affrontare ?
Innanzitutto occorre migliorare la qualità delle comparse. Troppo spesso le truppe, sia del Conte Ruggero che di Plutia , sono formate da ragazzini che rendono poco credibile la ricostruzione storica e che hanno un atteggiamento troppo scanzonato per rappresentare delle truppe che fino al giorno prima hanno sostenuto una battaglia.
In secondo luogo occorre che i vari momenti del Palio siano in grado di saper suscitare emozioni negli spettatori. La consegna delle armi del 12 agosto e la consegna delle chiavi del 13 vanno interamente riviste e rese più spettacolari. La giostra va rivisitata in alcuni aspetti, ma soprattutto occorre coinvolgere in misura maggiore il pubblico ed evitare le lunghe attese al campo sportivo.



Le selezioni di dame e notabili , che nel passato hanno creato molti problemi, vanno fatte da una commissione seria che valuti  soprattutto gli aspetti estetici mentre i requisiti dell’età e dell’altezza dovrebbero essere appurati al momento dell’iscrizione e solo controllati dalla commissione.Occorre , infine, che la musica faccia da sottofondo alle varie fasi e che non sia solo il rullio dei tamburi a dettare i tempi e il movimento delle comparse.


In realtà quello che è sempre mancata è una visione artistica della manifestazione. Tutti gli organizzatori si sono sempre occupati più delle procedure che dell’aspetto spettacolare e molto spesso si è pensato di giudicare il successo della manifestazione solo dall’ordine delle truppe o dalla bellezza della dame.Il palio, negl’ultimi dieci anni, ha dato l’impressione di una manifestazione che si è trascinata sulla base del lavoro di organizzatori che non sapendo innovare, gelosi della loro esperienza, incapaci di proporre idee nuove non hanno saputo portare la manifestazione all’altezza della situazione e pochi tra loro hanno proposto cambiamenti interessanti. Lo scorso anno Germano Crocco, responsabile unico della manifestazione,  ha svolto un ottimo lavoro, ma in più di un’occasione ha dovuto scontrarsi con interessi personali e vecchi privilegi.


Pochi inoltre sanno che molti politici in passato hanno utilizzato il Palio quale merce di scambio per saldare “debiti” con i quartieri ed i loro rappresentanti. Concedere piccoli privilegi per ottenere appoggio e sostegno è stato uno dei motivi che ha reso la tre giorni medievale , alle volte, molto più simile ad un circo che a una ricostruzione storica.


Occorre cambiare rotta. Evitare che l’evento finisca nelle solite mani di chi lo vede come un momento per esercitare potere. Speriamo che la commissione, voluta da Nigrelli e dall’assessore Cimino,  non si limiti a rimestare nel passato per tirare fuori la solita manifestazione, ma che chieda il contributo di tutti coloro che hanno senso artistico e capacità organizzative per trovare soluzioni e spunti in grado di migliorare l’evento.
Occorrono idee nuove e nuove capacità, ma soprattutto liberare il Palio dalle catene di chi lo vorrebbe sempre uguale a se stesso, o peggio, riportarlo indietro nel tempo senza considerare che si tratta di un evento mediatico che deve confrontarsi con una realtà comunicativa molto diversa rispetto a qualche anno fa.


Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati