PIAZZA ARMERINA OSTAGGIO DEI PROBLEMI FINANZIARI DI SICILIA AMBIENTE E DELL’ATO RIFIUTI.

La nostra città è ormai ostaggio dei problemi finanziari di Sicilia Ambiente e dell’Ato Rifiuti. Le casse comunali stanno liquidando 35 mila euro per svincolare per altri 4 mesi due autocompattatori e un’autospazzatrice, rimaste ferma da settimane. In una nota dello scorso 23 ottobre, a firma di Rosario Agozzino, presidente di Sicilia Ambiente, inviata all’amministrazione comunale, si legge: “…dopo aver contattato la società G. Fleet, abbiamo dovuto constatare che il fermo dei mezzi in questione non è dovuto solamente al mancato pagamento dell’assicurazione R. C., pagamento avente scadenza quadrimestrale, ma anche al mancato pagamento della rata di noleggio dei mezzi, pari complessivamente a circa 85 mila euro. La società G. Fleet ha accettato un accordo secondo il quale la stessa sarebbe disposta a svincolare l’utilizzo dei mezzi dietro pagamento di 35 mila euro”. E così con i nostri soldi ci sobbarchiamo anche il pagamento del noleggio dei mezzi alla società G. Fleet. Dall’ottobre del 2007 il Comune ha anticipato 1 milione e 127 mila euro per stipendi ai lavoratori, carburante e manutenzione dei mezzi. Avanti in questo modo non si potrà andare. A gennaio rischia di saltare il tappo. I mini Ato su base territoriale non decollano, la Regione sta “trattenendo” circa 400 mila euro di somme del “Fondo per le autonomie”, considerando il comune come “debitore” po quota per l’anticipazione di 3 milioni di euro concessa all’Ato ennese. La Ragioneria parla di rischio del patto di stabilità, problemi potenziali per lo stesso pagamento del personale comunale ed è partito un ricorso al Tar contro il provvedimento dell’assessore regionale Scoma. Ogni mese tra stipendi dei netturbini e carburanti dei mezzi occorrono almeno 70 mila euro. Tra qualche mese, quando il comune armerino avrà rischiato il fondo delle anticipazioni possibili, esploderà di nuovo l’emergenza rifiuti in città.


Roberto Palermo

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati