PIAZZA ARMERINA. NIGRELLI ”INACCETTABILE LA PROPOSTA DI JUDICA”

Piazza Armerina. “Il progetto del dottor Francesco Iudica prevede che i reparti siano a Enna e che, alcuni giorni alla settimana, vengano le équipes mediche a fare piccoli interventi a Piazza. Su questa base inaccettabile sarà lotta istituzionale, legale e popolare. Non c’è dubbio.” Carmelo Nigrelli, sindaco della città dei mosaici, prepara la battaglia per la salvaguardia dell’ospedale Michele Chiello. Le dichiarazione del primo cittadino piazzese vengono dopo l’incontro avuto con il manager dell’Asl che ha spiegato ai sindaci la nuova riforma della sanità ennese. Poi Nigrelli sintetizza il senso della sua decisa opposizione alla proposta di Iudica. “I cittadini della provincia di Enna non sono cittadini di serie B e quelli di Piazza non sono cittadini di serie C. L’ipotesi di riorganizzazione del sistema ospedaliero in provincia proposto ai sindaci delle città sede d’ospedale e ai deputati prevede la suddivisione in due sotto sistemi. In ciascuno dei due è previsto il potenziamento di due ospedali (Enna e Nicosia) e il declassamento degli altri due (Leonforte e Piazza). Per quel che ci riguarda – dice ancora il primo cittadino piazzese – non ha senso discutere di riorganizzazione del sistema ospedaliero in mancanza di numeri certi in relazione ai posti letto disponibili. Non possiamo accettare che in tutta la Sicilia siano previsti 3 posti letto e mezzo ogni mille abitanti mentre in provincia di Enna siano solo due. Se il governo regionale non modificherà questa norma, il Comune di Piazza ricorrerà alle vie legali”. Poi Carmelo Nigrelli insiste sul numero dei posti letto in provincia di Enna. “In ogni caso – continua il sindaco piazzese – per potere intavolare un negoziato con la dirigenza sanitaria della provincia ci vogliono: un quadro normativo certo (ad oggi non si capisce quale sarà il piano di riordino proposto dal Governo, che potrà, peraltro, essere modificato dall’Assemblea regionale). Poi ci vuole la certezza dei posti letto in provincia che devono essere almeno 540 (il 3 per mille). Infine – dice ancora Nigrelli – è irrinunciabile che ogni ospedale sia in grado di fare fronte alle emergenze. Questo vuol dire che accanto al Pronto soccorso ci vogliono i reperti per le emergenze quali ictus, infarti e incidenti, cioè medicina, chirurgia e ortopedia, almeno. Su questa base si potrà decidere quali altri reparti tenere in funzione nei quattro ospedali. Mi spieghino, per esempio, perché si dovrebbe chiudere il reparto di nefrologia o quello di urologia e come intendono fare fronte alle esigenze delle donne che devono partorire.” Insomma, il clima sulla questione sanità si fa sempre più rovente. Si aspetta adesso la prossima settimana per capire meglio quali saranno i possibili spiragli per trovare una soluzione condivisa. Intanto la città si prepara alla lotta. I comitati di quartiere hanno già organizzato un’assemblea con tutte le associazioni cittadini. I club service stanno preparando un documento. Il consiglio comunale si è già riunito diverse volte in seduta straordinaria. Il presidente del Consiglio Centonze, prepara già i pullman per portare i cittadini a protestare a Palermo.


Agostino Sella


 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati