Piazza Armerina – Miroddi vuole incatenarsi a Palermo per il Chiello.

Un sindaco incatenato non fa più notizia a meno che a tintinnare non siano le catene della giustizia. Miroddi, sindaco di Piazza Armerina, dopo mesi di letargo amministrativo, sembra si sia improvvisamente svegliato accorgendosi solo oggi che l’ospedale Chiello è a rischio declassamento e propone una serie di soluzioni per risolvere il problema, tra cui l’incatenamento volontario.


La prima comunque è quella di creare un gruppo Facebook da intitolare “Giù le mani dall’ospedale C.” facendo un copia e incolla di quello già esistente,“Giù le mani dal cimitero”, che ha portato in piazza a protestare proprio contro il primo cittadino, al grido di “Miroddi, Mattia dovete andare via”, centinaia di piazzesi.


Al secondo punto della strategia miroddiana troviamo l’incatenamento davanti l’assessorato regionale alla Sanità, ammesso che trovi posto, visto che sono decine gli amministratori che quotidianamente si incatenano a Palermo per protestare contro qualcosa con il risultato di ottenere al massimo una foto nella cronaca locale di qualche quotidiano.


Al terzo posto il tentativo di sfiduciare il Direttore Generale dell’Asp di Enna. Azione più forte nell’enunciato che nella sostanza.
Ma poi, chiediamo noi,  di che si preoccupa Miroddi? Fra qualche mese passeremo con la città metropolitana dove le istanze dei cittadini troveranno una pronta risposta e l’ospedale non solo non verrà declassato ma sarà trasformato in un grande polo sanitario siciliano. Oppure dobbiamo  pensare che quanto affermato da Miroddi sui grandi vantaggi che avremo aderendo a Catania sia stato solo il tentativo di coprire il grande vuoto amministrativo che sta caratterizzando la sua gestione?

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati