Piazza Armerina – Mauro Mirci si è dimesso da responsabile della Protezione Civile

Mauro Mirci, responsabile dell’ufficio di protezione civile del comune di Piazza Armerina, si è dimesso lo scorso mese dal suo incarico ma ancora ad oggi il sindaco Filippo Miroddi non ha nominato un sostituto. Le motivazioni risiederebbero nell’impossibilità per il dirigente di svolgere le sue funzioni soprattutto dopo che il personale a disposizione del settore è stato ridotto ed in particolare dopo il trasferimento ad altra funzione dell’unico geometra che operava all’interno degli uffici.

Alla base ci sarebbero forti dissapori con l’amministrazione che in alcune occasioni si sarebbe sostituita al dirigente nell’operare delle scelte di competenza solo degli uffici di protezione civile. In particolare un episodio avrebbe irritato Mauro Mirci che, costretto a gestire l’importante servizio con un budget previsto dal bilancio di appena 3mila euro, non è stato informato di una delibera che ha stanziato qualche giorno fa 20mila euro a favore delle associazioni di volontariato per compiti di protezione civile. Un provvedimento emesso dall’ufficio tributi che non avrebbe alcuna competenza sul settore. 

Il malumore di Mauro Mirci non è un fatto isolato all’interno degli uffici comunali dove si respira un clima teso nel quale è difficile lavorare. Personale e dirigenti, a cui ricordiamo è espressamente vietata ogni dichiarazione ufficiale, ovviamente non si espongono ma è chiaro che la macchina comunale risente della poca dimestichezza degli amministratori con le problematiche relative alla gestione delle risorse umane. 

Nel dopo-Miroddi sarà necessario rimettere mano all’intero impianto amministrativo e soprattutto valorizzare le competenze dei singoli impiegati affidando loro compiti e funzioni in grado, in un quadro complessivo, di aumentare la produttività e l’efficienza degli uffici. Scelte che dovranno essere concertate con lo stesso personale seguendo logiche che non dovranno fare riferimento alla politica ma ad obiettivi condivisi e gratificanti. 

Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati

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