Piazza Armerina – Marito e moglie in manette con l’accusa di produzione e spaccio di droga

COMUNICATO STAMPA. – Nella mattinata di sabato 12 dicembre, nell’ambito dell’implementazione dei servizi di controllo del territorio e di contrasto al traffico degli stupefacenti  – disposta dal Sig. Questore della Provincia di Enna, dott. Ferdinando Guarino – gli uomini della sezione antidroga e contrasto al crimine diffuso della Squadra Mobile di Enna – diretti dal Vice Questore Aggiunto dott. Gabriele Presti – unitamente ai colleghi del Commissariato di P.S. di Leonforte – diretti dal Commissario Capo dott. Alessio Puglisi – e del Commissariato di P.S. di Piazza Armerina – diretti dal Commissario Capo dott. Vincenzo Sangiorgio – hanno tratto in arresto due coniugi dimoranti in un’abitazione sita in agro di Piazza Armerina, originari di Catania, MAFFEI Giuseppe, classe 1953 e la moglie VINDIGNI Concetta classe 1961, entrambi con pregiudizi di polizia per reati inerenti gli stupefacenti, poiché colti nella flagranza del reato di produzione, coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, marijuana, essendo stato rinvenuto, a seguito di perquisizione domiciliare, un cospicuo quantitativo di marijuana, circa 2,7 Kg, un vero e proprio impianto di coltivazione ed essicazione dello stupefacente, allestito in un caseggiato rurale, ed una carabina, arma da sparo detenuta abusivamente.


I FATTI
In particolare, i poliziotti della sezione antidroga e contrasto al crimine diffuso della Squadra Mobile,  unitamente ai colleghi dei Commissariati di P.S., operando nel centro urbano della città dei mosaici, procedevano al controllo di un Pick Up, a bordo del quale viaggiavano entrambi i coniugi, successivamente arrestati. Durante il controllo,  sia il MAFFEI che la VINDIGNI manifestavano un palese stato di nervosismo ed inoltre si mostravano sfuggenti alla richiesta di fornire indicazioni dettagliate circa l’ubicazione della loro abitazione di residenza. Pertanto gli investigatori procedenti, unitamente ai coniugi, si recavano presso la loro abitazione, sita  in una impervia vallata, per effettuare una perquisizione. Raggiunta la dimora dei coniugi, completamente immersa nel bosco, i poliziotti, all’interno dell’abitazione, rinvenivano in un incavo di una parete in legno numerosi e grandi barattoli pieni di infiorescenza di diverse varietà di marijuana, già essiccata,  nonché alcuni involucri, contenenti della marijuana, di circa 120 grammi ciascuno, evidentemente predisposti per la cessione a terzi. Sempre presso l’abitazione, si rinveniva un bilancino elettronico di precisione, idoneo per le pestature ai decimali di grammo. Inoltre, si rinveniva un fucile ad aria compressa, catalogata quale arma comune nel catalogo nazionale delle armi, della quale ne’ il MAFFEI ne’ la VINDIGNO esibivano alcun titolo per la detenzione, e pertanto custodita abusivamente.

Inoltre,  gli agenti accertavano che un casotto, insistente nelle immediate vicinanze dell’abitazione, era stato allestito a locale per la produzione e l’essiccazione della marijuana. Infatti, al suo interno veniva constatata la presenza, di diversi barattoli di fertilizzante liquido, vasi per la coltura, una stufa elettrica, un timer per regolare la fornitura dell’energia elettrica nonché diverse lampade utilizzate per l’incubazione del prodotto, oltre ad un impianto di aereazione e diversi fili attaccati ai muri, chiaramente utilizzati per l’essiccazione.
In ragione di quanto sopra, i coniugi MAFFEI e VINDIGNI venivano dichiarati in stato di arresto e dopo le formalità di rito, venivano condotti presso la Casa Circondariale di Enna, a disposizione del Sost. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna, dott. Giovanni Romano, che coordina le indagini.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati