Piazza Armerina. La campagna elettorale di Miroddi, parola d’ordine: ”cancellare il passato”

Per la campagna elettorale del 2018  Filippo Miroddi i suoi luogotenenti hanno attuato una strategia messa a punto diversi anni fa. Una strategia che parte da un assunto di base, da sempre tenuto in grande considerazione dai politici: il popolo dimentica in fretta per cui se dobbiamo fare qualcosa per la città dobbiamo farlo durante l’ultimo anno di amministrazione, nel frattempo che si lamentino pure tanto…poi dimenticano.
 

POLITICA DA PRIMA REPUBBLICA
In realtà è una strategia vecchia, che non tiene però conto della facilità con cui oggi è possibile, grazie ad Internet, recuperare in pochi secondi l’intera storia di chi in questi ultimi quattro anni ha governato. D’altra parte Miroddi, Mattia, Curcuraci e La Licata, oggi alla guida della città, sono politici nati e vissuti in un’altra era politica e purtroppo non hanno saputo rinnovarsi e comprendere soprattutto che i tempi sono cambiati anche nella formazione del consenso.  Una dimostrazione è stata la debacle da loro vissuta durante le primarie del PD
 

TRE ESEMPI
La strategia scelta ha costretto Miroddi e Mattia a vivere in continua campagna elettorale e i cittadini a sopportare le strade piene di buche senza un valido motivo perché pur essendoci i fondi necessari a ripararle sin dal 2013 si è preferito aspettare fino ad oggi. E’ di qualche giorno fa l’annuncio dell’assessore Giuseppe Mattia che presto verrà investito un milione di euro per rifare il manto stradale di diverse arterie della città. Nel frattempo noi cittadini abbiamo distrutto le nostre auto in strade simili a mulattiere. 

Anche la rotonda di piazza De Gasperi (difronte l’hotel Villa Romana ) sembrerebbe  entrata a far parte dello spot elettorale. Come mai solo oggi il sindaco si accorge di poter fare un’ordinanza per lo sgombero dell’aria occupata da distributore di benzina e annuncia l’imminente inizio dei lavori? Nel frattempo abbiamo sopportato file e ingorghi causati anche da un incomprensibile e non giustificata variazione del piano del traffico voluta da Miroddi nel 2013.

E ancora. Qual’ è secondo voi il motivo per il quale si è preferito dare alla Gemmo la gestione dell’illuminazione pubblica e rinunciare così a cospicui finanziamenti per la città Smart (circa sei milioni di euro) e sperperare circa 250mila euro per un contratto che non farà risparmiare la città? Sospettiamo che anche qui vi sia stata la volontà di realizzare subito qualcosa (l’installazione dei Led) che altrimenti avrebbe richiesto qualche mese in più, situazione non compatibile con i tempi elettorali.

DOMANDE MAI FATTE, RISPOSTE (ALLA CITTA') MAI DATE
Qualcosa dovrà pur raccontarla Miroddi ai cittadini nei suoi comizi la prossima primavera e non può certo portare come argomenti le dimissioni di 8 assessori (uno ogni sei mesi) o la storia della conquista della tessera del Partito Democratico o il tracollo del turismo a Piazza Armerina con la conseguente perdita di posti di lavoro o i finanziamenti europei persi perché nessuno ha preparato dei progetti o la scarsa pulizia della città. Inoltre teniamo conto che alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Enna sono stati inviati dall’opposizione, a torto o a ragione ancora non lo sappiamo, numerosi atti amministrativi. 

Ci sono pagine e pagine da scrivere su come Piazza Armerina è stata gestita in questi quattro anni e altrettanto numerose sono le domande che avremmo voluto fare al sindaco nello stesso periodo. Speriamo che chi amministrerà a partire dal 2018 sia una persona in grado di accettare critiche e le nostre scomode domande e soprattutto che non si preoccupi della campagna elettorale del 2023 ma dei problemi della città

Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati