Piazza Armerina – I consiglieri di maggioranza: sul problema del randagismo attacchi infondati

[COMUNICATO STAMA] – Dopo settimane di dichiarazioni, accuse ed attacchi assolutamente infondati, falsi e meramente pretestuosi mossi dagli Animalisti Italiani Enna per il tramite del loro legale, è doveroso fornire taluni chiarimenti sulla vicenda. Il comune di Piazza Armerina, per ben 10 anni, ha affidato il servizio di ricovero, mantenimento e cura dei cani randagi rinvenuti sul proprio territorio comunale al Canile Mimiani di Caltanissetta, l’ultimo contratto è stato stipulato dalla precedente amministrazione con decorrenza dall’ 01.01.2013 al 31.12.2015.

L’esborso economico scaturente da tale contratto ha registrato sempre una costante crescita e ciò sia in considerazione dell’aumento del numero di cani trasferiti nella predetta struttura – attualmente sono 40 i nostri cani ivi collocati -, sia in considerazione della totale assenza di alcuna attività di promozione dell’affidamento dei cani medesimi. Giova, infatti, precisare che dal 2006, anno di inizio della convenzione con il canile Mimiani, ad oggi non è stato adottato un solo cane proveniente dal nostro territorio comunale, ne consegue che vi sono dei cani collocati in canile da ben dieci anni che, oltre a comportare un costo per il Comune, sono stati privati della libertà e di una possibilità di vita non più dietro le sbarre di un box. Al dato puramente economico, se ne aggiunge, infatti, un altro non meno importante di carattere etico, ovvero la condizione certamente non ideale in cui si trovano di fatto a vivere tutti i cani ricoverati in un canile e, chi vi è entrato sa bene di cosa stiamo parlando e quali siano le condizioni e le prospettive di vita dei cani ricoverati.

Giova altresì precisare che la problematica randagismo fa il pari con la necessità della sterilizzazione di tutti i cani vaganti, poiché è questa la prima operazione da compiere se si vuole concretamente e seriamente risolvere l’ormai ultradecennale emergenza del randagismo nel nostro territorio. Tale ultimo e fondamentale aspetto non rientra ovviamente tra gli obblighi posti a carico del canile Mimiani, ed è stato affrontato a singhiozzo dalle precedenti amministrazioni, le quali, di volta in volta e per taluni periodi, hanno stipulato delle convenzioni con l’Asp, mentre bisognava e bisogna prevedere ed attuare la sterilizzazione dei randagi in maniera costante e sistematica su tutto il territorio comunale. Alla luce delle superiori ragioni, l’attuale amministrazione comunale con un decisivo cambio di rotta rispetto al passato, in un’ottica sia di risparmio economico sia di tutela e rispetto verso gli animali, ha deciso di affrontare in maniera organica e sistematica la problematica randagismo e tutti gli aspetti ad essa connessi, tra i quali, in primis, la sterilizzazione dei cani vaganti e la creazione di un piccolo Parco Rifugio nel nostro Comune, decidendo a tal fine di stipulare una convenzione con la più rappresentativa associazione animalista italiana, l’E.N.P.A. L’Ente Nazionale Protezione Animali (E.N.P.A.) è la più antica e importante associazione protezionistica d’Italia, fondata nel lontano 1871. L’E.N.P.A. svolge oggi la sua attività in tutti i settori per la tutela, il benessere e la protezione degli animali, e fino al 1979 l’E.N.P.A. è stato un “ente morale di diritto pubblico” sotto il controllo del Ministero degli Interni, diretta emanazione dello Stato.

Ente morale di diritto privato dal 1979, apartitica, senza fini di lucro, l’E.N.P.A. è una ONLUS che non riceve finanziamenti governativi, è organizzata in coordinamenti regionali ed in sezioni, contandone attualmente più di 160. L’Ente è riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente italiano quale associazione nazionale di protezione ambientale ed è componente del Ministero dell’Agricoltura, del Ministero per i Beni Culturali nonché del Ministero della Salute. L'E.N.P.A. possiede sull'intero territorio nazionale numerose proprie strutture di ricovero per animali ed attraverso tale capillare presenza sul territorio, realizza gli scopi sociali di garantirne il benessere e sottrarli al rischio di maltrattamenti, promuovendone l'affidamento a privati con controlli pre e post affido, oppure curando il recupero degli stessi sotto il profilo medico o psicologico. La stessa Legge 281/91 – Legge quadro in materia di animali d'affezione e prevenzione del randagismo – e le successive e correlate leggi regionali hanno previsto l'affidamento all’ENPA della gestione delle strutture pubbliche (di norma comunali) destinate al ricovero per animali (canili). L'Ente ha pertanto stipulato ed è attualmente titolare in convenzione di numerose attività di conduzione di strutture pubbliche destinate al ricovero per animali, riconducibili ad un rilevante numero di Enti locali.

Il Comune ha intrapreso un’ampia attività istruttoria, svolgendo numerosi incontri con la presidente regionale E.N.P.A. che si è mostrata in grado di rispondere alle molteplici e concrete esigenze avanzate dal Comune, essendo, altresì, in grado di prendere in carico i 40 cani attualmente ricoverati presso il canile Mimiani, trasferendoli in un’oasi rifugio E.N.P.A. del nord Italia e promuovendone l’affidamento, con conseguente notevole abbassamento del costo complessivo del servizio. Si precisa, altresì, che il comune, qualora il costo del servizio non superi la soglia dei 40,000,00 euro, non ha alcun obbligo di indire una gara per l’affidamento del servizio, potendo legittimamente procedere ad un affidamento diretto. Orbene, nel caso di specie, tenuto conto che il servizio da affidare avrà un costo di gran lunga inferiore alla soglia dei 40.000,00 euro, il comune di Piazza Armerina ha agito e sta agendo nella piena legalità utilizzando lo strumento dell’affidamento diretto. Alla luce di ciò, non si comprendono le ragioni di un attacco così violento ed ingiustificato nei confronti della scelta di voler stipulare una convenzione con la più importante associazione animalista e protezionistica italiana. Invero, mentre nei rapporti tra privati si può essere liberi di compiere delle scelte non sorrette da oggettive e specifiche motivazioni, una pubblica amministrazione nella scelta del soggetto a cui affidare un servizio deve necessariamente tenere conto della affidabilità, della competenza, dell’autorevolezza, dell’attività svolta sul territorio, dell’esperienza, del riconoscimento a livello anche nazionale di cui gode tale soggetto. Ne consegue, l’assoluta legittimità e ragionevolezza della scelta dell’ENPA quale soggetto a cui affidare il servizio, non esistendo nel nostro territorio un’altra associazione con eguali o migliori credenziali ed in grado di rispondere concretamente alle molteplici esigenze ed agli specifici obiettivi che l’amministrazione comunale si è prefissata.

Non risponde, infatti, al vero quanto dichiarato dall’avvocato dell’associazione Animalisti Italiani Enna in ordine all’attività decennale svolta dalla stessa sul territorio di Piazza Armerina, stante che tale associazione opera sul territorio piazzese solamente da qualche un anno. Probabilmente, il legale dell’associazione intendeva riferirsi all’attività svolta negli anni passati dalla Lav, associazione che tuttavia da tempo non opera e non è più presente sul territorio comunale. Sarebbe anzi auspicabile che il legale dell’associazione Animalisti Italiani Enna spiegasse le ragioni che hanno condotto l’attuale responsabile della predetta associazione, sig.ra Lorena Sauli, a lasciare il ruolo di responsabile Lav. In un’ottica di trasparenza, chiediamo espressamente che la sig.ra Lorena Sauli faccia chiarezza su tale fuoriuscita dalla Lav. Risibili e pretestuose appaiono anche le contestazioni sollevate in ordine alla non congruità del costo che avrebbe il servizio.

Si precisa, infatti, che la determinazione del costo giornaliero per la cura ed il mantenimento di un cane è disciplinata dalla legge, non essendo possibile determinare arbitrariamente tale costo, dovendo individuarlo e giustificarlo tenendo conto dei criteri e delle direttive fissate dalla legge nazionale e regionale. In altre parole, non si possono dare numeri a caso! Si precisa, altresì, che è assolutamente scorretto e fuorviante comparare il costo del servizio reso dal canile Mimiani con quello previsto in una nuova convenzione che disciplinerà invece tutti gli aspetti e le prestazioni di servizi necessari per attuare una concreta azione di prevenzione del randagismo. La comparazione si fa ed ha un senso se vi è identità di elementi o prestazioni, altrimenti, come nel caso di specie, non si può procedere ad alcuna comparazione stante che non sussistono gli elementi per procedere alla comparazione stessa.

Questa è la verità dei fatti, tutto il resto sono solo strumentalizzazioni politiche e maldestri tentativi di ostacolare l’attuazione di una seria programmazione di prevenzione e lotta al randagismo. Il dato che stupisce e che amareggia profondamente è che tutto questo provenga da taluni esponenti di un’associazione animalista. In verità, non si è mai visto un volontario animalista che sia davvero tale tentare di boicottare a tutti i costi un buon progetto solo perché non è il proprio e parlare a gran voce di comportamenti illeciti e di business dei randagi. Chi è nel giusto non ha bisogno di alzare la voce.

I consiglieri di maggioranza.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati