PIAZZA ARMERINA: GLI OPERATORI ECOLOGICI COSTRETTI A LAVORARE MALE E CON POCHI MEZZI

Il problema della raccolta dei rifiuti solidi urbani è spesso illustrato attraverso i rapporti fra gli enti e le società che fanno parte della gestione del servizio. Le notizie che appaiono sui giornali riguardano la gestione dell’ATO rifiuti, il comune di Piazza Armerina o la società Sicilia Ambiente che dovrebbe espletare il servizio. Degl’operatori che ogni giorno e ogni notte operano nelle strade si parla poco, se non quando incrociano le braccia per il mancato pagamento degli stipendi.



Si parla poco delle condizioni nelle quali questi lavoratori devono operare, del loro disagio e delle loro frustrazioni. Nei giorni scorsi abbiamo indagato sulle condizioni in cui svolgono il loro lavoro e il quadro che ne esce fuori è , per molti versi, inquietante.
E’ tarda sera quando in piazza Garibaldi  avviciniamo due di loro che decidono di raccontarci , con molti particolari, le condizioni in cui sono costretti ad esercitare la loro attività. Mancano i guanti protettivi, le scope, i sacchetti per i cestini dei rifiuti. Il più anziano dei due ci racconta che si è punto tre volte con siringhe abbandonate nei cestini e che , a proprie spese( circa 200 euro), ha effettuato più volte analisi per accertare che non  fosse stato contagiato dall’AIDS. I mezzi a disposizione dei netturbini , camion e alcune motoapi, sono molto limitati. Prima dell’avvento dell’ATO erano disponibili ben sette furgoncini per la raccolta : uno per ogni quartiere e due dedicati alla Villa romana e alla residenza estiva del vescovo. Oggi ne rimangono solo due , una delle quali è priva di freno a mano. I camion a disposizione sono due , ma spesso ad operare è uno solo. Di recente tutti i mezzi sono rimasti fermi perché mancavano i soldi per pagare le assicurazioni, inoltre la manutenzione su tutti i mezzi e carente. I netturbini non dispongono di tute e scarpe protettive: per loro resta un sogno avere una divisa adeguata.



Dal punto di vista economico vengono retribuiti di tanto in tanto: non vi è certezza dello stipendio a fine mese. Spesso vivono con le anticipazioni che concede il comune ma che non  coprono certo il loro fabbisogno. Alcuni mesi fa è dovuta intervenire la Caritas, affiancata dal comune, con una scatola di alimenti di poche decine di euro, per far fronte ad una situazione di totale disagio in cui si erano trovati gli operatori ecologici. Scatola alimentare che , per i lavoratori, è stata una vera umiliazione.
Nonostante tutto ciò loro cercano di fare il loro lavoro al meglio e le lamentele non riguardano solo la mancanza di rispetto della loro dignità come lavoratori, ma anche la qualità del servizio che non riescono ad  offrire alla collettività. “ I cassonetti dell’immondizia non vengono puliti e disinfettati da un anno e mezzo” ci confida uno dei due, e l’altro aggiunge: “spesso all’interno troviamo insetti e vermi che non abbiamo la possibilità di rimuovere”.


Sappiamo che non possiamo imputare la colpa a Siciliambiente perché la società è vittima e non carnefice di questa situazione; non riceve abbastanza fondi dall’ATO per poter far fronte al servizio,ma una domanda ai responsabili vogliamo farla : come mai la città di Enna, pur non avendo le esigenze turistica che ha Piazza Armerina, gode di un trattamento speciale visto che il numero di mezzi che girano in quella città e di molto superiore a quelli che effettuano il servizio nella nostra?
Attendiamo risposta. Il risultato della gestione da parte delle ATO del servizio di raccolta dei rifiuti è sotto gli occhi di tutti . Per chi non lo sapesse ATO sta per Ambito Territoriale Ottimizzato; a noi di ottimizzato pare solo il disagio.


E’ ormai tardi quando concludiamo la conversazione con i nostri due interlocutori e uno di loro salutandoci ci dice “Volete sapere qual’è il colmo? Domani devo andare a pagare la bolletta della spazzatura altrimenti rischio un pignoramento. Buonanotte”

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati