Piazza Armerina – Finanziamenti per l’apertura del museo Trigona e rientro dei beni archeologici.

L’Assessore Luisa Lantieri mi ha comunicato che utilizzando la circolare Regionale 5/2017 sono stati riaperti i termini per la presentazione dei progetti relativi al Por 2014/2020 misura 6.7.1., all’interno del quale ha trovato spazio il finanziamento finalizzato alla realizzazione del Museo Piazzese per l’importo di € 538.000,00. Ringraziamo l’Assessore Luisa Lantieri per quanto ha fatto e quanto farà, vorremmo conoscere qualcosa di più anche perché il tutto non è che si può ritenere risolto se non si chiarisce anche il rientro dei beni archeologici ritrovati negli scavi della Villa Romana e di altri siti del nostro territorio. Ho scritto e torno a scrivere la mia opinione sulla problematica dell’apertura del Museo, ai precedenti scippi materiali non rientranti tra quelli già indicati che rimane a nostro avviso il più importante sito per lo sviluppo socio-economico che riuscirebbe a produrre subito sicuro beneficio alla collettività. Il ritardo della mancata costituzione del Museo Archeologico, che permetterebbe di esporre tutti i beni nel tempo ritrovati, testimonianza della forte e radicata volontà del territorio di possedere un baluardo tangibile della memoria storica dalle origini. In Sicilia sono circa 200 i musei e le fondazioni, molti dei quali non producono un solo Euro. Mentre in questa Città, ancora con le pastoie presentate come legislative si impedisce l’apertura, tutto ciò cui prodest ?. La stranezza è che il mondo culturale, accademico e politico riconosce che il territorio di Piazza Armerina rappresenta uno dei più importanti della Sicilia per il ricco patrimonio archeologico e artistico, ma finora è stato poco utilizzato; fatta eccezione per la Villa Romana del Casale, già famosa nel mondo come centro d’arte per i meravigliosi mosaici, che con i suoi visitatori ( circa 500mila ) produce solo il 10% di quello che potrebbe produrre il suo potenziale se venissero esposti i reperti ritrovati nel sito, ma nessuno riesce a rimuovere questo “oscuro” ostacolo che nè impedisce l’apertura. Piazza Armerina è già inserita bene nel circuito del turismo, ma resterà un turismo esclusivamente di transito finchè non si aprirà il Museo che porterebbe i visitatori stessi della Villa a continuare il tour intrattenendoli per qualche giorno con la visita al Museo nello storico splendido palazzo Trigona con la continuazione della visita del centro storico con i palazzi ex dimore nobiliari, la Pinacoteca, il Duomo, il castello Aragonese, il Museo Diocesano e l’antica Chiesa di San Martino De Tours. Non vado oltre per non perderci su altri beni architettonici che meritano attenzione. Speriamo con la “bella” notizia sul finanziamento di €. 538.000,00 trovata per la realizzazione dell’allestimento del museo nel Palazzo Trigona, comunicata dall’Assessore Lantieri, non resti il finanziamento sulla carta, che poi si perderà nei vicoli del lungo iter procedimentale della burocrazia. Non dimentichiamo anche analoghi altri finanziamenti Regionali come quello del 2004, quando era stato erogato un finanziamento dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, con la firma sul piano di interventi con i proventi del gioco del lotto per il triennio 2004/2006, destinando 2.865.198 milioni di €. per il restauro definitivo del Palazzo Trigona, e dopo essere stati approvati i progetti esecutivi il Ministro approvava anche il piano definitivo e successivamente come per incanto escludeva il finanziamento per il recupero. Un Assessore Regionale insediatosi successivamente stornava il finanziamento per la ristrutturazione nella Chiesa Madre di altra Città, tanto per non essere riusciti a seguire con tenacia l’iter dei finanziamenti ricordati. Allora occorre dare una accelerata, accompagnando il carteggio a mano quotidianamente in quei vicoli sopra richiamati, senza perderlo di vista un solo giorno. Sappiamo che fra pochi giorni la macchina Regionale si fermerà per la campagna elettorale. E allora si deve seguire subito la circolare con la destinazione del finanziamento e nel contempo iniziando col poco per raggiungere il molto. Si ha sentore che alla Soprintendenza di Enna, sono stati donate n.8 vetrine di ottima fattura dismesse dal Museo Abatelli che occorrono solo di piccoli restauri e subito utilizzabili, affidati ad un illustre Cittadino e, in custodia in propri locali. Dette vetrinette potrebbero, pertanto, costituire una prima esposizione dei beni da presentare subito nel tanto auspicato Museo. In uno dei tanti Consigli Comunali della precedente legislatura, con la presenza dei responsabili dell’epoca è stato comunicato: “ In primo luogo è stata recuperata l’identità monumentale del Palazzo, facendo particolare riferimento alle fasi del progetto, ed inoltre, che l’allestimento museale era quasi in una fase esecutiva e che erano stati impiegati un team di tecnici, un comitato scientifico di esperti che dovevano creare il contenuto dell’ordinamento Museale. Quindi si deduce che è tutto in ordine per la musealizzazione. Chi più di tutti deve tutelare il patrimonio del territorio sono le Istituzioni che, avendone ricevuto il mandato popolare, debbono sentire l’imperativo personale e politico a difendere l’interesse. Mentre a noi Cittadini spetta l’obbligo morale di sostenerli nelle sedi opportune. E’ possibile che i beni trafugati illegalmente dalla Città Greca di Morgantina di Aidone: la Venere, due teste arcaiche in marmo di Demetra un tesoro di argenteria ellenistica ed in ultimo la testa di Ade sono rientrati dall’U.S.A. dove da tempo si trovavano esposti in musei privati: “ Museum J. Paul Getty di Malibù ed il Metropolitan di New York” mentre i reperti della Città di Piazza Armerina, di cui si chiede la restituzione, non riusciamo a farli rientrare, perchè esposti o custoditi in qualche magazzino impolverato delle Soprintendenze appartenenti alla Regione Sicilia e che nessuno ci venga a raccontare che quando un reperto fa parte di un ordinamento museale difficilmente le Soprintendenze se ne privano. Speriamo che i reperti della Città di cui si richiede la restituzione, siano almeno esposti nei vari Musei con l’indicazione della provenienza, affinchè i visitatori che ammirano quanto siano belli e di conseguenza quanto sia bella la nostra terra che li ha espressi. Si è sempre favoleggiato, in particolare sul ritrovamento della Villa Imperiale del Casale, sulle ricchezze ritrovate, partendo dal presupposto che il proprietario che volle questo meraviglioso complesso non si è limitato alla sola costruzione ma anche ad arricchirlo con arredi consoni alla sua bellezza. Infatti gli studiosi fanno cenno anche a campagne di scavo sin dall’inizio dell’800, dove furono ritrovati monili d’oro, colonne e statue marmoree, torsi marmorei, di capitelli, di monete d’oro etc., oggi dovrebbero trovarsi nei magazzini pronti ad arredare il costituente Museo nel Palazzo Trigona. Per tentare di cambiare un negativo iter storico della Città, invito ad un primo incontro, tutte le rappresentanze in intestazione richiamate, per stabilire unitariamente un programma di iniziative utili a quanto in premessa, sensibilizzando in particolare le istituzioni. Tanto quale dovere civico e morale. Piazza Armerina, 27.07.2017 Cordialmente Il Presidente Basilio Fiortiglio

 

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