PIAZZA ARMERINA – «DIFFIDIAMO VITTORIO SGARBI E NON PAGHIAMOLO PIU’»

Il Consiglio Comunale di Ieri si è occupato dei ritardi nel restauro della Villa Romana del Casale. Tema che pur non essendo all’ordine del giorno è stato trattato dopo le dichiarazioni del consigliere Basilio Fioriglio sullo stato di abbandono del sito archeologico andato in onda su Rai3 . Nel corso della discussione ha preso la parola Riccardo Calamaio che ha chiesto al Consiglio di esprimersi sulla decisione di inviare una diffida all’On. Vittorio Sgarbi e una contemporanea richiesta alla Regione siciliana di sospendere gli emolumenti a favore del critico d’arte responsabile , secondo Calamaio, di non aver saputo tener fede agl’impegni presi. La nomina ad Alto Commissario per la Villa Romana di Vittorio Sgarbi risale al 11 febbraio 2005 e fu accolta con entusiasmo bipartisan a Piazza Armerina tanto da spingere lo stesso Sgarbi ad emettere un comunicato nel quale si complimentava per lo spirito con il quale era stato accolto il suo incarico. Ma già dal 2004, quale consulente regionale, il critico d’Arte si occupava del restauro della Villa I ritardi di cui si è parlato ieri sera in Consiglio comunale erano facilmente prevedibili sin da quel periodo quando lo stesso Sgarbi, che in un primo momento aveva sostenuto l’idea del progetto della cupola di Trizzino affermava, nella nota di accompagnamento del progetto inviata alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Enna, che uno dei punti di forza dell’idea di restauro dell’architetto fiorentino erano i tempi di realizzazione. “I tempi certi di esecuzione – affermava Sgarbi- garantiti dal tipo di opere, che, come si evince dal Capitolato Speciale d’Appalto (due mesi per il progetto esecutivo + quattro per la produzione in fabbrica + quattro per il montaggio + tre per rifiniture, sistemazioni esterne ed eventuali imprevisti) possono vedere completati i lavori entro undici mesi dalla conclusione della gara d’appalto”. Con il progetto Meli gli undici mesi si sono trasformati in cinque anni e per noi,che più volte abbiamo scritto di questo rischio, non è altro che un’ulteriore conferma del grande errore fatto nell’affidare il rifacimento della copertura della Villa Romana al Centro di Restauro regionale che , nonostante le professionalità, è pur sempre un apparato burocratico lontano dalla realtà economica e sociale nella quale è inserita la Villa Romana. Quanto tempo occorrerà per completare i lavori? Al ritmo attuale potrebbero passare ancora degl’anni , almeno tre. Ci chiediamo se non fosse possibile rispolverare il progetto della cupola per ridare a Piazza Armerina in undici mesi il suo tesoro più prezioso.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati