PIAZZA ARMERINA.CONTINUA LA PROTESTA DEGL’OPERATORI ECOLOGICI. DRAMMATICA LA SITUAZIONE NELLE STRADE

La situazione della raccolta della spazzatura a Piazza Armerina  è ormai drammatica ed è triste vedere i molti turisti presenti in città aggirarsi nel centro storico tra cumuli di immondizia.


A determinare questa  situazione è Il mancato pagamento degli stipendi ai netturbini da parte della società che gestisce la raccolta per conto dell’ATO rifiuti di Enna che, a sua volta, da mesi non salda il conto all’’azienda da cui dipende la raccolta dei rifiuti solidi urbani a Piazza Armerina.


L’Ato non ha soldi perché non riesce a riscuotere le bollette inviate ai cittadini che si rifiutano di versare somme ritenute molto alte rispetto al passato ma soprattutto inique dal punto di viste del calcolo effettuato in base alla superficie abitata.


In pratica tutti in questa vicenda tutti hanno ragione , tutti vantano dei diritti ma nessuno riesce a trovare una soluzione. A questo punto è evidente quanto fallimentare, almeno dalle nostre parti,  sia stata la legge che ha istituito gli Ambiti Territoriali Organizzati (ATO) che non hanno saputo gestire in maniera adeguata la situazione creando più problemi che soluzioni. La legge va dunque rivista con urgenza.


Nel frattempo visto il danno che si sta procurando ai comuni della provincia di Enna ed in particolare a Piazza Armerina  con la mancata raccolta dei rifiuti, ci chiediamo perché il Prefetto non sia ancora intervenuto con una precettazione dei lavoratori che , pur meritando la piena solidarietà, non possono creare alla collettività un danno di tali proporzioni.


In questa prospettiva le organizzazioni sindacali potrebbero valutare la possibilità di altre forme di lotta coinvolgendo i cittadini in uno sciopero generale ed in altre forme di proteste a sostegno degl’operatori ecologici che da mesi non percepiscono un solo centesimo.


Anche per loro la situazione è drammatica. Alcuni hanno subito il taglio dell’energia elettrica e del metano, altri non riescono a sfamare la propria famiglia e si stanno indebitando con amici e parenti. Conoscendo la loro situazione siamo convinti che tutti i cittadini sarebbero disposti  a scendere in piazza al loro fianco e far sentire la propria voce  a qualunque livello.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati