PIAZZA ARMERINA. CENTONZE ELETTO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE.

Il Partito Democratico riesce a portare a casa la presidenza di Calogero Centonze, ma esce dall’aula con un gruppo consiliare che non sembrerebbe compatto, all’interno del quale sono accadute dinamiche politiche sulle quali occorrerebbe più trasparenza. I “democratici” avrebbero ottenuto la presidenza grazie ai voti sottobanco di almeno quattro consiglieri del centrodestra? Almeno quattro consiglieri del partito Democratico non avrebbero votato per Centonze, indicando sulla scheda il nome di Venezia. Almeno questo in base al discorso finale in aula di Cursale, capogruppo dell’Udc. Significativo il suo intervento finale in aula: “La gente deve sapere che Centonze non è stato eletto con i voti del centrosinistra, ma anche con i voti del centrodestra”. Poi Cursale è stato ancora più chiaro, rivolgendosi al gruppo del Pd in aula: “Ci avete usurpato il voto per la presidenza, ed invece per la vice presidenza avete posto tutte queste questioni di riflessione, presidente Centonze si dimetta”. Insomma c’era un accordo sottobanco tra Pd e fette del centrodestra (Udc e Mpa) per rimpiazzare i prevedibili voti mancanti di un gruppo di uomini del Pd contrari alla candidatura di Centonze? Sembrerebbe proprio di si a sentire il centrodestra. Anche se nel centrosinistra tutti sembrano ribadire come il voto fosse blindato e tutti e 12 i consiglieri del Pd avrebbero votato compatti. Ma nell’aria, dentro al gruppone democratico, si respirava ieri pomeriggio, in alcuni settori, aria di rivalsa. Il clima non era quello di festa. Sarebbe necessaria un’interpretazione autentica del voto dallo stesso Pd. La votazione che ha portato all’elezione di Centonze ha riportato il seguente risultato:12 voti per Centonze (Pd), 4 voti per Venezia (Pd), 1 per Vitali (Pd), 2 schede bianche. Assente fin dall’inizio in aula Trebastoni. Dopo il discorso introduttivo del nuovo presidente Centonze, a prendere la parola è il consigliere Nuccio Catalano (Pd): “Chiedo sospensione di 5 minuti”. Paternicò (Pdl): “Ci spieghi il perché”. “Per la vice presidenza”, dice Catalano. La seduta viene sospesa. Si torna in aula e lo stesso Paternicò propone alla vice presidenza l’unica donna dell’aula, Ilenia Adamo, esponente del partito Democratico, mentre lo stesso Catalano (Pd) al rientro dalla sospensione parlerà di voto per la vice presidenza “secondo libera coscienza”. Alla fine della votazione questo è il risultato. 6 schede bianche, 3 per Adamo, 2 per Paternicò e 8 per Vincenzo Filetti (Udc). Ma per la vice presidenza occorrono 10 voti. Nuova sospensione, poi il consigliere Adamo che afferma di rinunciare alla sua candidatura, chiedendo il rinvio della seduta. Rinvio votato dal centrosinistra, con i voti contrari del centrodestra. Il partito Democratico, adesso, ha il dovere etico-politico di raccontare alla città cosa è accaduto con un comunicato ufficiale. O smentendo Cursale e quanto da lui raccontato pubblicamente in aula e sottolineando come tutto il gruppo consiliare dei 12 ha votato compatto, o confermando le parole di Cursale e spiegando cosa è successo veramente. Continua…


Roberto Palermo

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati