Piazza Armerina: bar e ristoranti penalizzati da una politica turistica inesistente

Il sindaco Filippo Miroddi ha emesso una ordinanza con la quale vieta ai titolari di bar e ristoranti di mettere in atto azioni persuasive nei confronti dei turisti finalizzate a convincerli ad utilizzare i  servizi di ristorazione gestiti dagli stessi esercenti. Sbagliata o giusta che sia la scelta del nostro sindaco c’è da sottolineare che è il primo intervento, in tre anni di amministrazione, sul settore turistico. 

Finalmente nella Sala delle Luci qualcuno si è accorto che ci sono dei turisti che vengono a visitare la nostra città, ci sono dei problemi legati alla ricezione e che esistono delle attività che puntano  sul turismo per fare business. L’intervento è grossolano e danneggia i commercianti che cercano in qualche maniera di incrementare il loro giro d’affari ma è in linea con le scelte di questa amministrazione che riflettono una mancanza di conoscenza dei problemi della città e soprattutto una totale assenza di programmazione.

È impossibile conoscere le motivazioni che hanno spinto Miroddi a emettere questa ordinanza nella quale si parla di un generico danneggiamento all’immagine della città. Se è questa la vera ragione per la quale il sindaco vieta ai commercianti di contattare i turisti dovrebbe  emetterne una seconda contro se stesso, per il danno di immagine creato a Piazza Armerina dalla mancanza di una vera politica di incremento turistico. 

Il vero problema è proprio questo: la mancanza di turisti. Il provvedimento di Miroddi avrebbe avuto senso in una città affollata di visitatori come Taormina ma non ne ha affatto in una località che da tre anni vive un declino turistico senza precedenti e dove le attività che operano nel settore sono in grande crisi. Si mortifica l’iniziativa privata , la capacità imprenditoriale e si danneggia l’intera collettività. I gestori di attività di ristorazione, in particolar modo nel centro storico, sono costretti a doversi confrontare con un numero esiguo di turisti mentre il comune si occupa di loro solo per imporre regole e divieti non adatti alle necessità di sviluppo del settore in questo momento. 

Miroddi influenzerà le prossime due stagioni turistiche ed è probabile che alla fine lascerà solo macerie, azzerando così gli sforzi fatti nell’ultimo trentennio dai sindaci che lo hanno preceduto e da imprenditori che hanno creduto nello sviluppo turistico della città investendo tempo e denaro. 
Dal 2018 sarà necessario rivedere tutte i regolamenti che oggi penalizzano il settore della ristorazione, smantellando l’impianto di regole e divieti che producono solo un danno alla città e, più in generale, occorrerà  programmare una serie di interventi a favore di chi investe nel settore turistico. 

Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati