PIAZZA ARMERINA . 700 EURO PER I VENDITORI DEGL’ANTICHI PALAZZI.

 L’operazione “Rinascita” continua. Entro la prossima settimana già circa 700 mila euro entreranno nelle tasche dei proprietari piazzesi dei palazzi interessanti alle acquisizioni curate dalla Diapason e da Antonella Giarrizzo. Sono già in fase di conclusione i compromessi che riguardano il Castello Aragonese, i palazzi Velardita, Zuccarello e Roccazzella e la parte di Palazzo Starrabba prospiciente su piazza Castello. In questa fase i proprietari incasseranno il 10% del totale della somma di acquisto che si aggira intorno ai 7 milioni di euro. Alcuni scettici che consideravano una “bufala” tutto l’intervento si stanno ricredendo. E’ infatti in atto la più grossa operazione di rilancio del centro storico piazzese realizzata grazie all’intervento dei privati. “Stiamo procedendo regolarmente – dice Antonella Giarrizzo promotrice insieme all’advisore Diapason dell’intero affare – Nonostante qualche ingiustificato scetticismo da parte di qualcuno la nostra operazione va avanti senza sosta”. Anche se la Giarrizzo non vuole parlarne qualche piccolo intoppo lo crea un inquilino di Palazzo Velardita, proprietario di una piccola porzione che nonostante un ordinanza di sgombero a causa di un crollo nel 1988 non ne vuole sentire di lasciare l’edificio. La questione pare sarà risolta con l’intervento della ufficio tecnico  comunale. Per gli acquirenti è indispensabile che l’inquilino esca dall’edificio per permettere la messa in sicurezza. Intanto è definitivamente saltato l’interesse da parte della Diapason all’acquisto dell’edificio dei Teatini di proprietà dell’Opera Pia San Giuseppe. Nonostante l’offerta dell’advisor internazionale, l’ente gestore ha reso pubblico di voler procedere alla vendita mediante un bando pubblico. “Seguo con curiosità la vendita dei Teatini – dice Antonella Giarrizzo – Spero che la città sia fortunata a trovare altri investitore oltre noi. Ma temo che abbiano perso una grande e, forse, irripetibile occasione”. L’edificio dei Teatini è abbandonato da una quarantina d’anni ed è in condizioni fatiscenti al punto che qualche anno addietro la magistratura lo aveva posto sotto sequestro per le pericolose condizioni statiche in cui vige. Se fosse andata avanti l’acquisto della Diapason nelle casse dell’Opera Pia potevano arrivare circa due 250 mila euro la prossima settimana e circa due milioni e mezzo alla conclusione dell’intera fase di acquisto. Con il ritiro della Diapason i Teatini rischiano di rimanere per anni in condizioni fatiscenti considerato che l’Opera Pia, che gestisce anche una casa di riposo per anziani ha una deficitaria condizione economica, con gli impiegati che sovente ricevono in ritardo gli stipendi.


Agostino Sella 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati