Piazza Armerina – L’incoerenza di Miroddi e le divisioni nel Partito Democratico

 L’espediente del sindaco Miroddi di “infiltrarsi” nel Partito Democratico  dopo aver amministrato per due anni e mezzo con risultati deludenti, nel tentativo di ricostruirsi così un’immagine politica, mette in luce tutta una serie di contraddizioni e di comportamenti che finiscono per giustificare la poca credibilità di cui gode la politica  in questo momento storico e il suo utilizzo per fini che nulla hanno a che vedere con gli interessi della collettività.

L’INCOERENZA DI MIRODDI
In primo luogo è proprio la dichiarazione di Filippo Miroddi a suscitare perplessità. Quando il sindaco afferma che l’adesione al PD è il risultato della sua coerenza politica c’è da chiedersi come si può definire coerente  questo percorso quando, in più di un’occasione, il sindaco ha ribadito  di voler amministrare fuori dalle logiche dei partiti nei quali poi ha con costanza cercato di accasarsi in questi anni.
” Mi sento un uomo libero  da tutti i punti di vista – affermava Miroddi nell’ottobre del 2014 – libero di pensare, di parlare, ed esprimere giudizi senza subordinarmi alle logiche e ai quadri dirigenti dei partiti” [leggi articolo]. Evidentemente il Primo Cittadino deve essersi reso conto che il suo “libero pensiero” non doveva essere poi così costruttivo. Mi chiedo come un amministratore che non è in grado di  gestire  il proprio presente e programmare il proprio futuro politico possa gestire e programmare il futuro di una città.

L’INCONCLUDENTE PARTITO DEMOCRATICO
Altra considerazione va fatta sul sottobosco politico piazzese, habitat naturale nel quale si nascondono o , in base alle esigenze, si mimetizzano soggetti sempre pronti a cogliere qualunque occasione pur di ritornare alla ribalta, sperando di costruire magari una carriera politica o ottenere qualche vantaggio personale. Quando il gioco diventa esclusivamente politico e gli interessi della città vengono messi da parte questi individui trovano sempre il sistema per tornare a galla.

Ed è questo l’errore più grande che il Partito Democratico, lasciando spazio alla guerra delle correnti, ha fatto in questi mesi. Invece di concentrarsi sul degrado della città, sui problemi reali dei cittadini, su una amministrazione inconcludente è stata messa in scena una rappresentazione grottesca della politica ed è stato permesso che la città e i cittadini pagassero un prezzo ingiusto in termini di impoverimento economico e sociale.
Poco hanno potuto i consiglieri comunali del PD Ribilotta e Cimino: tanto è stato il loro impegno per tentare di opporsi all’amministrazione Miroddi quanto limitato è stato l’appoggio avuto da un partito diviso e inconcludente. Un partito incapace di amministrare il capitale, in termini di consenso, conquistato alle ultime elezioni, assente nel confronto con la base  e che ha permesso ai faccendieri della politica di agire indisturbati.
Il ritardo con cui si sta preparando la mozione dei sfiducia al sindaco è un segno evidente di questo lassismo politico.

L’operazione Miroddi-PD, ammesso che vada in porto, è inutile e dannosa. Chi l’ha promossa lo ha fatto in maniera spregiudicata e senza tenere conto dei reali  problemi della città e dei cittadini. Forse è il momento che il Partito Democratico faccia veramente chiarezza al suo interno isolando ed escludendo chi non rispetta determinati requisiti. Che vengano pure le correnti  ma che queste non siano identificate  dai nomi dei leader a cui fare riferimento: da una parte mettano chi vuol lavorare per la città dall’altra chi vuole soddisfare in primo luogo i propri interessi personali…e non è difficile distinguere le due categorie.

Mentre Miroddi pensa già ad un rimpasto della giunta e all’ingresso di alcuni esponenti del PD, mentre qualcuno accarezza l’idea di andare a ricoprire la carica di assessore, mentre la città versa sangue dalle ferite causate da una grande incapacità amministrativa è forse giunto il momento per il Partito Democratico di fare chiarezza. Costi quel che costi. 

Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati