Piazza Armerina – Il sindaco Miroddi arrivato al capolinea?

UN DIVORZIO ANNUNCIATO
Nel giorno della festa degli innamorati, il 14 febbraio, davamo conto attraverso alcune indiscrezioni, del divorzio che stava iniziando a consumarsi tra l’assessore Alessia Di Giorgio e il vicesindaco Giuseppe Mattia. Nel nostro resoconto scrivevamo: “Si chiude oggi una settimana pesante per il sindaco Miroddi che sta cercando in qualche maniera di trovare una soluzione alla crisi all’interno della sua Giunta che vede contrapposti l’assessore Di Giorgio e il vice sindaco Giuseppe Mattia”.(LEGGI ARTICOLO)


COSA RISPONDEVA L’AMMINISTRAZIONE A FEBBRAIO
Puntuale arrivavano le accuse a StartNews da parte dell’amministrazione. L’assessore Di Giorgio affermava:” “Smentisco categoricamente quanto sostenuto dalla testata on line Startnews, del resto siamo abituati ai loro maldestri colpi di scena che ci propinano quotidianamente -apostrofa seccamente Alessia Di Giorgio, assessore al Bilancio e alle Politiche sociali- Se una crisi c’è è quella che vive questa testata giornalistica che non ha più argomenti seri e fondati su cui costruire delle notizie.” Basare un articolo su indiscrezioni o il sentito dire, su dicerie da corridoio squalifica appieno questi giornalisti e la loro testata”.


Anche Giuseppe Mattia in merito alle “insinuazioni” pubblicate da Startnews ribatteva: “Non so da dove attingano le notizie questi esperti della carta stampata, non ho mai fatto il nome di Alessia Di Giorgio in nessun tavolo politico. Credo che si voglia giocare a colpire l’amministrazione nel modo più basso e squallido attraverso un’informazione fuorviante”.


 


 Il più stupito ma “profondamente sereno” era il sindaco Filippo Miroddi, che dichiarava: “Non siamo mai stati così in armonia come in questo periodo, il fatto che non la pensiamo nello stesso modo talvolta dimostra che non siamo robot o cloni omologati. Il confronto politico nei limiti del garbo e della normalità è stato fino ad oggi assolutamente positivo e costruttivo. Che si cerchi il discredito di questa amministrazione da parte di qualcuno è cosa nota a tutti, ma nessuno riuscirà a scalfire la solidità politico-amministrativa della giunta Miroddi.


Come è accaduto più volte in questi anni le nostre indiscrezioni hanno trovato puntalmente  riscontro nei fatti. A tentare di  inquinare la verità non è stata certo Startnews.


MIRODDI AL CAPOLINEA?
La vicenda del cimitero Bellia e le paventate dimissioni dell’assessore Di Giorgio  potrebbero rappresentare per il sindaco, eletto appena due anni fa, l’inizio della fine. Le tensioni accumulate in questi 24 mesi pesano in maniera evidente sul primo cittadino che giorno dopo giorno vede materializzarsi il suo fallimento sia politico che amministrativo. Alcune indiscrezioni parlano di un Miroddi stanco e sfiduciato che da tempo starebbe cercando di mettere a punto una exit strategy. Un sindaco che si sarebbe reso conto delle grandi difficoltà che comporta la gestione di una città come Piazza Armerina e impotente di fronte allo sgretolamento del gruppo che fino ad oggi lo ha sostenuto.


LA WATERLOO DEL SINDACO
Il progetto della privatizzazione dei servizi cimiteriali rischia di diventare la sua Waterloo. Anche se dovesse approvare in Giunta, sotto la pressione del suo vice, Giuseppe Mattia, il project financing si troverebbe in Consiglio Comunale un muro insormontabile visto che a votare a favore del provvedimento al massimo sarebbero  7 consiglieri.
Al di là di ogni considerazione ci chiediamo come Miroddi possa pensare di governare la città rattoppando ogni giorno crepe sempre più evidenti nelle mura dell’edificio politico che aveva costruito.  Ostinarsi in questa direzione equivale a esercitare una sorta di accanimento terapeutico che non può che far male alla comunità piazzese sempre più cosciente che serve una amministrazione politicamente forte e capace di esprimere e gestire un progetto di sviluppo.
Chiudere questa poco esaltante stagione amministrativa sarebbe oggi un gesto d’amore e di rispetto nei confronti di  quella città che Filippo Miroddi dice di amare.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati

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