Panico Stazione Termini. Caccia all’uomo con fucile giocattolo: sicurezza sotto accusa

Ancora non ha un nome l’uomo che, portando in spalla un fucile giocattolo, ha fatto scattare l’allerta terrorismo ieri alla Stazione Termini, materializzando al centro della città l’incubo del lupo solitario. Da quanto ricostruito finora l’uomo avrebbe viaggiato sulla metro B1 dal capolinea di Jonio arrivando fino ad Anagni. Il primo allarme l’ha dato una donna poco prima delle otto. La telefonata alle forze dell’ordine parla di uomo armato in metropolitana e arriva dalla fermata.

Subito scattano le contromisure. A Termini arrivano prima una selva di volanti, gli agenti, in alcuni casi armi in pugno, corrono chiedendo ai passeggeri sui treni di non scendere, poi evacuano la stazione generando momenti di vera psicosi. Intanto l’uomo che tutti cercano scende dalla metro, ignaro che il suo comportamento ha mobilitato le forze speciali che si muovono con elmetti e fucili d’assalto, e sale su un treno diretto ad Anagni. A scambiarci due parole, dando poi l’allarme, un carabinieri libero dal servizio che descritto un uomo dall’apparenza instabile, forse ubriaco, che ha parlato del fucile come un regalo di carnevale per il figlio. Ora a finire sotto accusa è il sistema di sicurezza. In molti si chiedono se la reazione messa in campo alla segnalazione fosse proporzionata al supposto pericolo e soprattutto come sia stato possibile che l’uomo non sia stato neanche identificato. 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati