OSPEDALE CHIELLO : SOPPRESSIONE DELLE EMERGENZE

Riceviamo dall’Osservatorio Sanitario Permanente il seguente comunicato stampa


“L’Osservatorio Sanitario Permanente denuncia con forza quanto sta accadendo nel Presidio Ospedaliero di Piazza Armerina in relazione agli interventi della Direzione Aziendale per declassare l’ospedale in cronicario. La strategia mira, infatti, a sopprimere il trattamento delle emergenze mediante la eliminazione del servizio di anestesia e rianimazione,con il declassamento dei servizi di laboratorio e radiologia che da servizi H 24 passeranno a H12 e H6. Il primario di anestesia è stato già informato di essere a breve in quiescenza; il primario di chirurgia dovrà attivarsi per la week surgery, che di fatto fa scomparire il reparto per acuti; i pediatri sono stati invitati a fare domanda di trasferimento verso l’ospedale di Enna; per gli ostetrici si profila il trasferimento, in attesa di vedere chiuso il punto nascita. Ma, appare chiaro che, dovendo essere eliminati i reparti per acuti, si è in attesa della scomparsa di Ortopedia, Urologia, ecc. a favore soltanto di relitti di reparto come DH e ambulatori. La pubblicizzazione del progetto Soien da parte del manager Judica, avviene in totale assenza di una legge regionale di riforma del sistema sanitario che, come tutti sappiamo, è ancora all’esame della Commissione sanità.


Questo ed altro ancora è stato discusso nella riunione dell’Osservatorio Sanitario Permanente che rappresenta dirigenti e personale del Chiello. Alla presenza dell’Assessore alla Sanità, Dr. Innocenzo Di Carlo, è stata esaminata un’urgente (sic) richiesta dell’Azienda di un questionario inerente lo stato dell’ospedale nelle sue potenzialità e nelle risorse umane e strumentali secondo quanto stabilito dal decreto assessoriale regionale del dicembre scorso che fissa gli indirizzi e i criteri di attuazione del futuro piano di rientro. Svariati sono stati gli interventi che hanno stigmatizzato l’operato della Direzione Aziendale. Gli indirizzi emersi, sono stati di totale rifiuto della logica aziendale tendente al declassamento se non alla chiusura del Chiello; in tal senso è stato richiesto l’intervento dell’ente locale attraverso la convocazione urgente della conferenza dei sindaci, il coinvolgimento immediato della deputazione politica provinciale e l’attivazione del Comitato Civico e della società civile.”

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati