Ospedale Chiello: Miroddi riferisce sull’esito della ”protesta dei sindaci”

Si è svolta ieri nella Sala delle Luci  del comune di Piazza Armerina  un incontro convocato dal sindaco per riferire sulla situazione dopo la protesta dei sindaci a Palermo.
La nostra testata era presente perché invitata da Massimo Di Seri, rappresentante del comitato Pro Chiello che ringraziamo ed è per questo che possiamo riferirvi sull’incontro a cui hanno partecipato i sindacati ospedalieri, il comitato pro-Chiello e alcuni rappresentanti di associazioni. 
All’inizio è stato letto il verbale della riunione che si è tenuta all’assessorato alla Sanità mercoledì sera con l’Assessore Gucciardi , riunione nella quale i vari sindaci delle città in cui sono a rischio gli ospedali hanno esposto le ragioni della loro protesta. 
Per Piazza Armerina è stata verbalizzata la dichiarazione di Massimo Di Seri che ha posto l’accento sulla necessità di tenere conto del fatto che l’Umberto I di Enna non è in grado da solo di gestire tutta l’utenza sanitaria della zona e che diverse criticità nell’erogazione dei servizi lo dimostrano.
Il sindaco di Piazza Armerina, da quanto riportato dal verbale,  ha invece preferito non intervenire limitandosi a dichiarare di sposare in pieno le tesi del suo collega di Leonforte, una sorta di copia e incolla virtuale.


LE ISPEZIONI SI FANNO NON SI ANNUNCIANO
Ieri sera Filippo Miroddi nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della scelta dell’assessore, verbalizzata mercoledì sera, di inviare un’ispezione all’Asp di Enna. Una scelta discutibile nei modi, secondo quanto affermato subito dopo dall’On. Luisa Lantieri, perché:” le ispezioni non si annunciano ma si fanno”.
L’On. Luisa Lantieri ha inoltre ricostruito l’intera vicenda dell’ospedale Chiello e ha precisato ancora una volta che il nosocomio piazzese non è mai stato a rischio chiusura anche perché escluso dal decreto regionale che si occupa del ridimensionamento del numero degli ospedali siciliani. “E’ anche vero – ha affermato il deputato regionale – che comunque occorre mantenere alta la guardia perché se la legge non prevede la chiusura del Chiello alcuni atteggiamenti della dirigenza dell’Asp di Enna potrebbero mettere in difficoltà la struttura”.


NESSUNA NOVITA’
Dalla riunione di ieri sera e dal verbale della riunione di mercoledì non è dunque arrivata nessuna novità per l’ospedale piazzese rispetto a quanto già si sapeva da una settimana. L’atto aziendale dell’ASP di Enna, che in un primo momento prevedeva un ridimensionamento dei vari reparti, verrà cambiato così come riferito dall’On. Luisa Lantieri nel suo comunicato di domenica scorsa e rimarranno attivi i reparti di ortopedia,  nefrologia e  pediatria oltre a medicina e chirurgia. L’incatenamento di Miroddi è stato dunque spettacolare, solidale ma poco produttivo per il nostro ospedale.


COME SI SCRIVE “PIAZZA ARMERINA”
Vogliamo concludere con una piccola notazione di carattere linguistico. Alla fine del video di RAI3 in cui si vede il nostro sindaco incatenato appare un cartello con l’elenco delle cittadine che protestavano. Vogliamo ricordare al nostro sindaco che il nome di città “Piazza Armerina” non può essere scritto “P.zza Armerina” o, peggio, come leggiamo nelle sue pagine Facebook  “P. Armerina”. Comprendiamo che Aidone, sua città natale, non ha questo problema ma gradiremmo che quando appare il nome della “nostra città” fosse scritto in maniera corretta. Grazie.



 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati