Operazione Persefone : denunciato un piazzese per ricettazione di beni archeologici

[COMUNICATO STAMPA] Nella giornata di ieri, gli uomini della Polizia di Stato della Questura di Enna, segnatamente della Squadra Mobile – hanno sequestrato numerosi reperti archeologici di inestimabile valore, rinvenuti nella illecita disponibilità di un soggetto, tale C.G., classe 1960, originario di Piazza Armerina, ma residente in Enna, già gravato alcuni pregiudizi di polizia.

Nello specifico, gli uomini della Squadra Mobile di Enna, nell’ambito di mirati e predisposti servizi, hanno proceduto alla perquisizione locale dell’abitazione di un uomo, ubicata in Pergusa, nella collina sovrastante l’omonimo Lago, sospettando che lo stesso potesse detenere illegalmente armi e/o munizioni. 
Nel corso delle operazioni, all’interno di un locale adibito a ripostiglio, si rinvenivano diversi reperti archeologici di inestimabile valore, occultati in diversi scatoli di cartone, cassette in plastica ed in una cassapanca in legno, avvolti con dei semplici fogli di giornale, si rinvenivano diversi reperti archeologici di rilevantissimo valore storico ed artistico.
Al fine di procedere ad una elencazione completa e alla catalogazione dell’ingente quantità di oggetti rinvenuti si interessava la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna, che coadiuvava gli investigatori nella repertazione del materiale. Gli oggetti, per lo più anfore, unguentari, lucerne, monete, terracotte figurate e votive e pesi per telai, sono verosimilmente riconducibili ad insediamenti abitativi o necropoli di siti indigeni ellenizzati, presenti nel territorio ennese e, in genere, numerosi nella Sicilia centro meridionale.
I beni archeologici possono essere collocati nell’arco temporale compreso tra il V ed il  II secolo A.C..
Per alcuni reperti, la presenza di segni di incrostazione salina sulla superficie fa ipotizzare che possano ritenersi recuperi subacquei. Fra gli oggetti sequestrati, figurano pregevoli esempi di ceramica, sia indigena, che proveniente da altri centri ellenici, prevalentemente della Magna Grecia.

Ultimati gli adempimenti di rito, di concerto con la Procura della Repubblica di Enna,  nella persona del Sostituto Procuratore dott. Giovanni Romano, il quale assumeva immediatamente la direzione delle indagini, l’uomo veniva deferito in stato di libertà, per il reato di ricettazione, mentre gli oggetti di interesse archeologico venivano affidati alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna, che ha collaborato con l’Ufficio investigativo della Polizia di Stato.

Alle ore 09.30 del 14.04.2016 si è tenuta, presso l’auditorium Falcone e Borsellino del Palazzo di Giustizia di Enna, una conferenza stampa, alla presenza del Sig. Procuratore della Repubblica dott. Massimo Palmeri, del sig. Questore dott. Enrico De Simone e del Soprintendente di Enna, arch. Salvatore Gueli  e della dirigente del settore archeologia dott.ssa Pinuccia Marchese.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati