Nuovi problemi per l’Europa

L'uscita della Gran Bretagna dall'euro oltre a  creare i previsti problemi ai paesi dell' eurozona, ha creato problemi a quasi tutti i paesi del mondo.

Gli Stati Uniti si sono mossi con l'urgenza che il caso richiedeva, inviando a Bruxelles il Segretario di Stato John Kerry  per seguire da vicino i primi effetti della situazione creata dal referendum  inglese.
Anche il Giappone e la Cina hanno manifestato serie preoccupazioni per quanto sta accadendo in Europa, auspicando l'adozione di provvedimenti adeguati per superare questo difficile momento che, indirettamente, coinvolge anche le loro economie, mentre l'Europa si comporta confermando i suoi tradizionali metodi .
Nello stesso giorno in cui il Presidente della Commissione Europea Juncker dichiarava che il rapporto conseguente all'uscita dell' Inghilterra dall'euro doveva essere definito  con la massima urgenza, trattandosi di un divorzio non consensuale, da parte della Merkel veniva affermato, con il beneplacito di Italia e Francia, che non vi era alcun motivo di accelerare  i tempi dell'effettivo distacco.

Anche l'Inghilterra è costretta a registrare gli effetti negativi  dell'esito del referendum: la sterlina  deprezzata del 15% in soli due giorni, Scozia e Irlanda che, disconoscendo il risultato del referendum, hanno ufficialmente dichiarato di prendere tutte le iniziative per  riproporre e proporre un referendum per ottenere le loro indipendenze e restare all'interno dell' area euro.
La situazione che si è creata in Europa mi porta a fare una considerazione:
Nel 1951 i Grandi del tempo istituirono la  Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), ampliata successivamente nel 1957 con la Comunità Economica Europea (CEE) e successivamente altri organismi (Commissione,Parlamento europeo,Corte di Giustizia).

Il fine era quello di pervenire con una certa sollecitudine all'unità politica dell'Europa.
D' allora nessun passo in questa direzione è stato fatto in quanto la mediocrità delle classi politiche presenti sempre in quel Parlamento, supportate dalle indicazioni dei rispettivi Governi, hanno preferito non trattare l'argomento che, indirettamente, avrebbe sminuito il potere dei singoli Governi.
Non avere realizzato l'unità politica è stata e sarà ancora la vera causa che molte problematiche importanti non saranno mai prese in esame da parte dell'Europa.
 Se non vi sarà subito un cambio di marcia nella direzione dei prossimi provvedimenti da adottare (politica fiscale, massima attenzione ai temi dello sviluppo e dell’ occupazione e seria politica sulla immigrazione), sarà data molta materia nelle mani dei cosiddetti euro scettici che vedono ogni giorno
aumentare il loro peso, come dimostrano gli ultimi risultati  registrati nelle ultime elezioni effettuate in diversi paesi.
L’Europa è gravemente ammalata e gli effetti del risultato del referendum inglese ne hanno confermato la diagnosi; se non si interverrà nella giusta direzione e con la massima urgenza l’Europa potrebbe entrare in coma irreversibile, bruciando tutto il lavoro fatto negli ultimi sessant’anni.

Angiolo Alerci   

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati