Nizza, Cazeneuve: “Legami attentatore-Isis ancora non provati”

Col trascorrere delle ore si moltiplicano le notizie e i dettagli sulla vita di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, l’uomo che alla guida di un camion bianco ha ucciso 84 persone la sera del 14 luglio a Nizza, in Francia. È emerso che Bouhlel aveva effettuato dei sopralluoghi sulla Promenade des Anglais nei giorni che precedettero l'attentato, il 12 e 13 luglio, e che poco prima dell'attacco mandò un sms dal suo cellulare, scrivendo: “Invia più armi”. Non solo: il killer inviò al fratello una foto di lui in mezzo alla folla festosa del 14 luglio a Nizza poco prima della strage. Sembrava “molto contento”, ha detto il fratello Jabeur citato dalla tv francese M6, aggiungendo che gli aveva detto di festeggiare a Nizza coi suoi amici europei la festa nazionale. Allo stesso fratello, secondo quanto riportano diverse fonti, l’attentatore di Nizza avrebbe spedito “una fortuna in contanti” prima della strage. Si parla di 100.000 euro inviati ai familiari in Tunisia. Il fratello stesso avrebbe parlato appunto di “una fortuna in contanti”. Il killer, stando alle stesse fonti, avrebbe convinto dei suoi amici a introdurre illegalmente il denaro nella sua città natale di Msaken.

Le persone arrestate dopo la strage – Al momento sono sette le persone arrestate dopo la strage del 14 luglio. La prima persona che era stata fermata dopo il massacro, l’ex moglie dell’attentatore, è stata invece rilasciata. Tra gli arrestati ci sarebbe un cittadino albanese di 38 anni, sospettato di aver fornito la pistola calibro 7,65 a Bouhlel. I fermati saranno trasferiti nel quartier generale dell'antiterrorismo di Levallois-Perret, alle porte di Parigi. Per quanto riguarda il bilancio delle vittime e dei feriti, l’ultimo ufficiale è quello fornito nella giornata di domenica dal ministro francese della Salute Marisol Touraine. Ottantacinque le persone in ospedale, di cui ventinove in rianimazione. Un bambino sarebbe in pericolo di vita. Delle ottantaquattro vittime una sola non è stata ancora identificata.

Legami attentatore-Isis ancora non provati – I legami tra l'attentatore di Nizza e le “reti terroriste” al momento “non sono stati comprovati dall'inchiesta”. Lo ha affermato il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ai microfoni della radio Rtl. “Non possiamo escludere che un individuo squilibrato e molto violento, e mi sembra che la sua psicologia mostri questi tratti di carattere, si sia in un momento, in una rapida radicalizzazione, lanciato in questo crimine assolutamente spaventoso”, ha detto ancora il ministro francese. Lo zio dell'attentatore di Nizza ha invece riferito all'agenzia Associated Press che suo nipote era stato “radicalizzato” da circa due settimane da un reclutatore algerino membro dello Stato islamico a Nizza. Un’affermazione non confermata per il momento dalle autorità francesi.

Valls fischiato dopo il minuto di silenzio – Fischi per il premier francese Manuel Valls all'arrivo sotto il monumento del centenario dove è in programma la manifestazione in memoria delle vittime dell'attentato di Nizza. Molte persone hanno espresso il proprio disappunto rumorosamente.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati