NIGRELLI CONTRO I CINQUE AUTONOMISTI: «SOLO DICHIARAZIONI DEMAGOGICHE E PRETESTUOSE»

Il sindaco Nigrelli a poche ore della seduta del consiglio comunale che ha approvato il bilancio e , nel contempo, ha sancito la rottura definitiva con gli autonomisti del PD , decide di prendere carta e penna e da una sua interprestazione del gesto dei cinque che hanno abbandonato l’aula in pieno contrasto con l’amministrazione. Nigrelli nel suo comunicato parla di “motivazioni poco nobili” che , a questo punto, sarebbe forse meglio chiarire all’opinione pubblica. Questo il comunicato del sindaco.


“Le dichiarazioni con le quali cinque consiglieri del PD hanno abbandonato l’aula in occasione della discussione sul bilancio di previsione 2010 sono pretestuose e servono a nascondere altre motivazioni molto meno nobili. I consiglieri affermano di avere constatato l’impossibilità di attuare il programma di mandato elettorale che vedrebbe «nella razionalizzazione dei servizi le basi per ottenere da un lato maggiore qualità degli stessi e dall’altra economia da utilizzare nei settori dello sviluppo economico e turistico necessaria al rilancio dell’economia cittadina». Ricordo ai consiglieri che il programma elettorale del sindaco prevede, per le politiche sociali, tra l’altro, modifiche al sistema di erogazione di alcuni servizi sociali introducendo gli accreditamenti; la organizzazione di nuovi servizi per le fasce deboli della popolazione; nuove iniziative contro ogni forma di violenza. Ricordo che, nel pieno rispetto del programma, sono stati avviati numerosi nuovi servizi sociali; dall’assistenza educativa domiciliare con la quale personale specializzato aiuta bambini di fasce deboli a fare i compiti in famiglia, alla costituzione di un centro per i malati di Alzheimer presso le strutture della casa di riposo (iniziativa che ha portato tutte le associazioni siciliane riunite nella Federazione Alzheimer a scegliere Piazza come sede regionale); dal centro comprensoriale per ospitare le donne che hanno subito violenza all’assistenza domiciliare integrata, cioè sociale e sanitaria al tempo stesso, alla istituzione in coordinamento con altri comuni e associazioni di una struttura comunale in cui alcuni giovani potranno trovare ospitalità e formazione per imparare mestieri. Sull’accreditamento che continuo a ritenere il sistema migliore per innalzare la qualità dei servizi a parità di costi, il regolamento sui servizi sociali che abbiamo approvato in giunta e trasmesso al Consiglio per l’approvazione di competenza prevede proprio che i servizi socio-assistenziali sono attuati dal Comune mediante gestione diretta oppure mediante convenzioni con istituzioni pubbliche e private di assistenza e beneficenza ed associazioni non aventi fini di lucro oppure con il sistema dell’accreditamento per il quale si è ancora in attesa delle linee guida da parte dell’Assessorato regionale competente. Sullo sviluppo turistico ed economico per il quale abbiamo lavorato in questi due anni i fatti sono talmente evidenti che credo non valga la pena di replicare. Questo vuol dire – come ho affermato in Consiglio comunale – che questi consiglieri stanno nascondendo dietro affermazioni come quelle che hanno enunciato altre motivazioni, forse legate a equilibri interni al Pd in attesa del congresso o forse legate ad altre forme di pressione che ricordano un vecchio modo di fare politica che non appartiene a me né all’amministrazione comunale. Un vecchio modo che ha usato la demagogia nei confronti dei contrattisti e ha tentato di fare pagare agli operatori e agli utenti dei servizi sociali il prezzo di queste logiche. La demagogia sulla drammatica questione dei contrattisti è testimoniata dalla loro proposta di emendamento che accantonava somme assolutamente inutili per risolvere il problema, mentre l’amministrazione ha compiuto atti concreti: avviato la contrattualizzazione dei 10 LSU ancora senza contratto e approvato, d’accordo con tutte le organizzazioni sindacali, la stabilizzazione a tempo indeterminato di 12 contrattisti di categoria B entro il 31 dicembre 2010. Peraltro, subito dopo il varo definitivo delle norme nazionali e regionali sui precari è già previsto un incontro con i sindacati per aggiornare le proposte con la logica di far transitare a tempo indeterminato la maggior parte di contrattisti possibile. “

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati