MUSICA E MODA:MI VESTO ROCK.

Una novella del lucchese Sercambi, storico e scrittore del XV sec. d.C., ci parla di un pellicciaio di Lucca che, recatosi ai bagni pubblici, si spoglia. Il suo essere nudo lo rende troppo uguale agli altri cosicché, per non perdere la propria identità, si mette addosso una croce di paglia. Ma la croce scivola su un altro che impossessandosene gli dice: “Io sono te; sparisci sei morto!”. Ed egli ormai disorientato crede davvero di essere morto . Questa sottile parodia è riferita alla società di quel tempo laddove l’individuo perde la sua identità insieme all’abito, perché l’essere sociale non può essere un uomo nudo. “Da parecchie generazioni ormai il mercante si riconosce dal portamento, il senatore veneziano dal nero che sfoggia, l’ebreo dalla stella e la ragazza di malaffare dal giallo delle vesti” .
Vestirsi in un certo modo, oggi più di ieri, equivale alla trasmissione di un messaggio ben preciso diretto alla società che ci circonda. È vero che oggi, epoca di “abbondanza” industriale, spesso ci si veste in base al proprio umore, ma lo stile rimane inconfondibile. La musica, d’altronde ci dà il suo cospicuo contributo ed è un dei migliori strumenti per far nascere, insieme al cinema, nuove mode. Se è vero che spesso la musica ha una funzione di integrazione sociale, il vestirsi in un determinato modo ne è al contempo sia una conseguenza che un motivo scatenante. Specie nell’età in cui si è liberi di vestirsi come meglio ci pare (che personalmente posizionerei tra i 12 e i 25 anni) siamo portati ad indossare le vesti dei nostri idoli. Ed è lì che il mercato della moda e della musica si stringono la mano. E allora se ti vesti con pantaloni a vita bassa, magari a “zampa”, con una vistosa cinta e tanto di felpa con cappuccio sicuramente non ascolti musica lirica; oppure se ami i capelli lunghi e i capi di pelle nera, di certo non ascolti musica leggera. Certo non è mai detto, la musica è bella perché varia, ma fondamentalmente in una società dedita agli stereotipi di diverso genere, la musica ha dato e continua a dare la sua impronta nella nostra vita quotidiana, più di quanto noi stessi ci accorgiamo. 

 

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