Miniera di Pasquasia: indagini per verificare l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale.

La Procura della Repubblica di Enna ha avviato indagini preliminari sulla dismessa miniera di Pasquasia, per l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, delegando per le attività la DIGOS della Questura di Enna ed il Nucleo Operativo del Corpo Forestale di Enna.Per tutta la giornata del 24 gennaio 2011 è stato effettuata un’ispezione, da parte degli Agenti della DIGOS diretti dal Sostituto Commissario Giuseppe ANZALONE e del Nucleo Operativo del Corpo Forestale diretti dal dr. Gaetano BOGNANNI, volta a verificare ed individuare ipotesi di reato legate al Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.Il sopralluogo tecnico, eseguito con riproduzione video-fotografiche e descrittive dei luoghi dagli Operatori del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura di Enna, mirava a verificare in particolare, oltre allo stato in generale del sito minerario e della struttura nel suo complesso, i percorsi delle acque di scarico dei canali che confluiscono nelle falde acquifere, il contenuto di sale presente in tali acque, il dissesto idro-geologico, l’eventuale presenza di acque contaminate da eternit ed olio dielettrico e la presenza di materiale ferroso ed eternit abbandonato o soggetto alle intemperie o atti di vandalismo che, comunque, possono mettere in pericolo la salute pubblica.A tutto il sopralluogo ha personalmente partecipato il Sostituto Procuratore della Repubblica di Enna dott.ssa Marina INGOGLIA. Il magistrato, infatti, si è voluto rendere conto dello stato in cui versa il dismesso complesso minerario.L’area esaminata riguarda l’interno del bacino e tutti i terreni limitrofi e sono già stati programmati prelievi di materiale organico ed inorganico sui luoghi che si ipotizza essere inquinati e compiute specifiche analisi, da parte delle istituzioni tecnico-sanitarie, su tali campioni.È stata presa pure in considerazione l’area all’interno della quale sono presenti i trasformatori da dove è stato versato olio dielettrico nei fondi circostanti.Le indagini proseguono per consentire al magistrato di individuare precise responsabilità di carattere penale, cioè danno ambientale e pericolo per la salute pubblica, ma anche eventuali condotte omissive dettate dalla mancata bonifica di tale area.In tale contesto la Procura della Repubblica di Enna ha già chiesto il rinvio a giudizio di L.R.P., consegnatario del sito minerario di Pasquasia, per essersi indebitamente rifiutato di provvedere alla rimozione ed allo smaltimento di cumuli di cemento-amianto, materiale gommoso e ferroso provenienti dalla rovina dei rivestimenti e delle coperture degli immobili presenti all’interno del bacino minerario e sparso sul suolo di tale miniera e di adottare le misure necessarie per la messa in sicurezza della discarica di rifiuti speciali pericolosi posta nell’impianto, non facendo rimuovere fusti, bidoni e sacchi contenenti rifiuti speciali che, per ragioni di igiene e sanità, dovevano essere adeguatamente bonificati senza ritardo. Le ipotesi di reato contestate a tale funzionario sono di omissione di atti d’ufficio, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e crollo colposo di costruzioni.La Procura adesso, incaricando per le indagini la DIGOS ed il Corpo Forestale, vuole verificare presso la miniera di Pasquasia l’ulteriore presenza di rifiuti non controllati, il rischio di dispersione di polveri e fibre contenenti amianto, la mancata raccolta e convogliamento delle acque meteoriche e di ruscellamento e la presenza di percolato dei rifiuti che confluisce in terreni privati e nei sottostanti affluenti del fiume Morello, posto a valle del sito minerario, per gli interventi del caso anche al fine di evitare altro colpevole pericolo per la pubblica incolumità

 

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