Migranti e Ong, governo diviso: Colle e Gentiloni blindano Minniti, critiche da Delrio

Va avanti il dibattito sul codice di comportamento per le Ong stilato dal Viminale, che ha visto le organizzazioni non governative dividersi sulla sottoscrizione o meno del documento, ma intanto il Colle e Palazzo Chigi hanno “blindato” il ministro dell'Interno Marco Minniti confermando la fiducia nei suoi confronti. È accaduto dopo che Minniti non ha partecipato al Consiglio dei ministri dopo che da domenica si sono diffuse indiscrezioni sulle divergenze col collega Graziano Delrio sulla gestione del dossier migranti. Minniti avrebbe chiesto una chiara manifestazione di fiducia e sostegno da parte dell'esecutivo che effettivamente è arrivata nella serata di lunedì sia dal Quirinale che da Palazzo Chigi. Il presidente Mattarella ha espresso “grande apprezzamento” per l'impegno, nelle ultime settimane, del ministro dell'Interno in merito al fenomeno migratorio, mentre palazzo Chigi ha lodato gli sforzi del Viminale, citando i risultati raggiunti, sia sul fronte del dialogo con la Libia che su quello del regolamento per le Ong.

Ong e migranti, la posizione del ministro Graziano Delrio

“Non sono contro il codice Minniti, ma se bisogna salvare vite serve la nave più vicina”, sono invece le parole pronunciate dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che ha le deleghe sulla Guardia Costiera. In un’intervista a Repubblica il ministro Delrio ha detto che il codice di autoregolamentazione per le navi delle Ong che soccorrono i migranti va bene “ma vengono prima le regole del diritto internazionale che impongono il soccorso in mare, anche se a effettuarlo sono imbarcazioni di organizzazioni che non hanno sottoscritto l’accordo con il governo”. Per Delrio insomma la priorità va comunque data alla salvezza delle vite umane.

Per Orlando non esiste invasione di migranti e non siamo in emergenza
Tra gli altri membri del governo intervenuti nelle ultime ore sulla questione migranti c’è anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando secondo cui “prima di tutto non si deve far passare l’idea che siamo in una emergenza”.  “Non è vero che c'è un invasione che non ha precedenti nella storia come spesso appare dai media”, ha detto Orlando a “In Onda” su La7. Per Orlando “dobbiamo disciplinare il settore senza correre il rischio di una criminalizzazione indiscriminata”. Per il ministro servono regole ma “le regole da sole non bastano. Alcune ong possono anche essersi macchiate di qualche azione non esemplare, ma in questi anni hanno svolto un ruolo importantissimo salvando migliaia di vite. Quindi far passare il messaggio, come sta avvenendo in parte mediaticamente, che siano quasi una promanazione degli scafisti, credo sia un errore”. In tv Orlando ha anche detto che non possiamo chiedere alle Ong “di essere il braccio operativo del governo italiano”. “Le Ong però – ha aggiunto  – si devono rendere conto che l'Italia sta facendo uno sforzo. Bisogna arrivare a un punto di intesa. Non può essere che uno Stato singolo agisca sulle Ong ma nemmeno le Ong possono agire come hanno sempre agito”.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati