MAFIA:ARRESTATO VINCENZO SANTAPAOLA . DOPO LO PICCOLO ED EMANUELLO COSA NOSTRA PERDE UN ALTRO BOSS

Ancora una arresto ‘eccellente’ in Sicilia. Dopo il palermitano Lo Piccolo ed il gelese Emanuello , questa mattina i carabinieri del comando provinciale di Catania hanno messo a segno un altro duro colpo contro le cosche catanesi. In manette è finito Vincenzo Santapaola figlio di Nitto, in carcere da anni.
La mafia perde e lo fa su tutti i fronti. La Sicilia non è più un’isola sicura per le attività dei boss di cosa nostra per diversi motivi, il primo dei quali è legato al fatto che è cambiata la mentalità dei siciliani. Gli imprenditori e la gente comune sempre più collaborano con la giustizia e con le forze dell’ordine. L’omertà, che per anni ha consentito il proliferare del fenomeno mafioso e che ha permesso che rimanessero impuniti delitti e favorito la latitanza dei boss , non è più un atteggiamento mentale prevalente. In secondo luogo , in questi anni, gli investigatori hanno affinato le loro armi. Sanno come stanare i boss e , soprattutto, hanno un controllo del territorio più adeguato al fenomeno che combattono.
La mafia siciliana perde anche credibilità e fette di “mercato”. Diminuisce il giro d’affari. Si indebolisce a tal punto da non essere più il riferimento principale della criminalità organizzata in Italia.

Anche la politica , che fino qualche hanno fa era un ingranaggio importante della macchina mafiosa, oggi cerca di mantenere le distanze. Non è più conveniente come prima farsi eleggere con i voti di un boss, visto che spesso questi comportamenti elettorali vengono smascherati.

Le morti di Falcone e Borsellino sono state il punto di svolta perché non solo si è creato un sentimento comune nell’opinione pubblica contro il fenomeno mafioso, ma anche perché il loro modo di concepire la lotta al fenomeno mafioso è , in qualche modo, entrato nel dna dei siciliani e delle forze dell’ordine.
La mafia non è vinta , ma è chiaramente all’angolo. Perde consistenza e credibilità. Non bisogna abbassare la guardia e , soprattutto, non bisogna creare miti attorno a questo fenomeno come , al di là delle intenzioni degli autori, ha rischiato di fare la fiction trasmessa di recente in televisione “Il capo dei capi”.

Nicola Lo Iacono

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati