MA…. SANREMO E’ SANREMO ?

2/14/2008 –

E così ritorna l’appuntamento con il Festival di Sanremo, ormai giunta alla sua 58° edizione. Ma cosa rappresenta oggi il Festival di Sanremo? È ancora così importante per chi fa musica esibirsi sul palco dell’Ariston? O è solo un’occasione per i cosiddetti big di risalire la china? Certo per i giovani può essere una bella esperienza, il fiore all’occhiello di una, si spera, promettente carriera. D’altronde guardandoci intorno, tra “grandi fratelli” e “amici”, scopriamo che per lo meno si apprezza la serietà di chi, prima di andare in televisione, si fa veramente le ossa. Rassicurante è la direzione artistica, affidata all’egregio Sig. Baudo che da anni “fa” televisione con stile e competenza. Ma dopo 58 anni di fiori, passerelle, canzoni d’amore (davvero siamo un popolo di innamorati?), è possibile propinare sempre la stessa salsa?. Si, d’accordo! Cambiano i volti, i musicisti e quant’altro. Ma davvero c’è bisogno di questa ventata di musica sanremese che nella maggior parte dei casi non arriva neanche alla stagione estiva? Tempo addietro quando la TV era l’unico mezzo che insieme alla radio, poteva allietare le nostre orecchie, il festival era davvero vissuto come qualcosa di speciale. A distanza di anni le cose cambiano, oggi, tra CD, DVD, MP3, TV, radio, ecc. la musica è assai facile da reperire, e magari se il nostro idolo, in quanto affermato snobba il palco sanremese noi automaticamente facciamo lo stesso. Ma non tutto è perduto, si riesce ancora a fare ascolti, magari con degli ospiti, magari con degli scatch finto-spontanei, dove il Pippo nazionale sembra essere specializzato (vi ricordate il tipo che voleva buttarsi in diretta dalla galleria del teatro?). Ma va bene così, che dir si voglia il nostro è un festival nazionale fatto dai vip, più o meno in auge, per la gente che ha voglia di cantare, mentre lavora, mentre si fa la doccia, mentre è in macchina. E poi quest’anno sarà pieno di giubilo, perché tornerà il grande Toto Cutugno (ritiratosi per parecchio tempo in campagna), l’eterno secondo, che tutti aspettavamo con ansia, che ritorna libero come un falco da tempo rinchiuso in una gabbia; ci sarà attesa per l’esordio di Frankie Hi Nrg che sicuramente porterà una ventata rivoluzionaria all’interno del festival (per lo meno non parlerà d’amore!); ci sarà Loredana Bertè, che nonostante stenti a mettere insieme musica e parole, è pur sempre un personaggio storico; ci sarà tra le “nuove proposte” Little Tony, con un pezzo enigmatico dal titolo “non finisce qui”(sicuramente parteciperà ancora a futuri festival!); spazio ancora per Mietta e Minghi che volevano duettare nuovamente insieme come due simpatici trottolini amorosi, ma quando lei, rivolgendosi a lui, disse “Baciami adesso”, lui rispose “Cammina, cammina” e così decisero di presentarsi con due pezzi diversi. Scherzi a parte, il festival è atteso, c’è voglia di parlarne, c’è voglia di vedere qualcuno che mette il piede in fallo durante la classica passerella sulla scala, sempre diversa, ma immancabile all’interno della scenografia, c’è voglia di criticare o apprezzare gli abiti che indosseranno le belle di turno, Bianca Guaccero e Andrea Osvart. Perchè tutto questo? La risposta è una sola! Perché Sanremo è Sanremo!
Che dire infine, anch’io umile fruitore del tubo catodico, mi ritroverò di fronte alla 58° edizione del Festival di Sanremo e mi accorgerò che tale festival ha creato un vuoto nella televisione italiana, quel vuoto che potremo carpire solo quando il festival non andrà più in onda.


Andrea Lombardo

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