LOTTA AI PARCHIMETRI: LA DIGOS INCASTRA UN VENTENNE ARMERINO

Ha un nome e un cognome la persona che nel dicembre scorso ha “incappucciato” i parchimetri di Piazza Armerina per protestare contro i parcheggi a pagamento. Una bravata che forse poteva passare inosservata se il gesto non fosse stato accompagnato da tanto di volantino in stile gruppo terroristico su cui campeggiava la sigla “FAP” , fronte d’Avangurdia di Plutia. A quel punto la Digos non poteva fare altro che intervenire e svolgere le indispensabili indagini finalizzate a soffocare sul nascere qualunque nostalgia brigatista. Gli agenti, seguendo una loro pista d’indagini, durante una perquisizione a casa del giovane, hanno rinvenuto materiale compromettente che farebbe individuare in R.B. (queste le iniziali dell’indiziato) l’autore del gesto di dicembre.   Siamo convinti che il giovane armerino si sia abbastanza pentito del gesto , speriamo, per lui, che l’accusa di danneggiamento aggravato su cose destinate a pubblico servizio cada in sede di istruttoria, visto che poi un effettivo danneggiamento non c’è stato. Il giudice, se mai vi fosse un processo e volendo essere magnanimo , potrebbero condannarlo a effettuare servizio gratuito per il rilevamento delle infrazioni relative ai parcheggi a pagamento sarebbe la giusta punizione e non macchierebbe la fedina penale del giovane Don Chisciotte.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati