L’Ex Magistrato Ingroia scrive un romanzo sulle famose intercettazioni di Napolitano

La stampa di oggi ha dato notizia che l’ex Magistrato, ed ora  Avvocato Ingroia, si appresta a scrivere un romanzo nel quale ci sarà anche spazio per le famose intercettazioni dei colloqui tra il Presidente Napolitano ed il Ministro Mancino..

La nota comica è che il Ministero della Giustizia ha avviato da circa un anno delle verifiche per accertare se dopo la distruzione delle bobine  siano rimaste in qualche modo tracce sui server.
Questa affermazione appare al sottoscritto  ridicola per il semplice fatto che il problema delle famose bobine è stato dallo stesso trattato con ben due note, pubblicate su diversi giornali on line, e oggi  consacrati nel libro  “CRONACA E RIFLESSIONI SULLA POLITICA ITALIANA”, datate rispettivamente 9 febbraio 2013 e 31 gennaio 2014, di cui trascriviamo  due interessanti stralci:
9 febbraio 2013 “ Non c’è dubbio che la Magistratura ha distrutto il disco contenente  le registrazioni; spero che tra qualche anno, o fra qualche settimana, non leggeremo sulla stampa o non vedremo in TV quelle registrazioni che, forse, nel frattempo qualcuno ha copiato”.

31  gennaio 2014  “Sul Corriera della sera del 30 gennaio ho trovato in una pagine, senza particolare evidenza, la seguente notizia dal titolo le telefonate di Mancino.
Servizio pubblico di Michele Santoro ha pubblicato sul sito della trasmissione gli audio originali delle telefonate intercettate tra Loris D’Ambrosio, Consigliere giuridico del Presidente Napolitano, e l’ex Ministro Nicola Mancino.
Sono quelle all’origine del conflitto tra il Quirinale e la Procura di Palermo che ha condotto l’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia”.
In quella occasione il Ministero della Giustizia non si attivò per accertare la provenienza di quelle registrazioni e solo  “all’inizio di quest’anno” pare si sia mosso nella giusta direzione.
Oggi il lavoro potrebbe facilmente concludersi, dal momento che anche  l’ex Giudice Ingroia ne conserva “ i ricordi”, ma i responsabili del Ministero della Giustizia dovranno giustificarsi  perchè non sono intervenuti il 31 gennaio 2014  quando la notizia è apparsa sul Corriere della sera e non soltanto su numerosi giornali on line.

Angiolo Alerci

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati