L’ARS boccia le variazione territoriale. Piazza Armerina resta con Enna

L’Assemblea Regionale Siciliana ha bocciato in via definitiva i disegni di legge presentati dal Governo Crocetta per la rimodulazione territoriale. Piazza Armerina , Gela e Niscemi non faranno parte dell’area Metropolitana di Catania. 

Già  la commissione Affari Istituzionali IL 4 maggio aveva dato parere contrario alla proposta governativa, una decisione che oggi l’Ars ha ratificato con 51 voti contrari al decreto, 14 favorevoli e un astenuto. Per un errore tecnico il voto dell’Assessore Luisa Lantieri è stato considerato fra i favorevoli alla bocciatura dei decreti nonostante la sua dichiarazione di voto, regolarmente registrata sia  sui verbali della seduta che nei video, in cui dichiarava di astenersi. 
“Non potevo certo votare contro il mio decreto – ha dichiarato l’On.Lantieri al termine della seduta in aula – e questa mia dichiarazione è nei  verbali della seduta. Vista la maggioranza schiacciante l’errore è stato comunque ininfluente sulla volontà espressa dall’Assemblea”.

Il presidente della commissione in aula, motivando la scelta dell’organo da lui presieduto, ha parlato di un quadro estremamente confuso e critico in relazione alla situazione finanziaria delle ex province che non permette di quantificare l’impatto economico della rimodulazione territoriale. In pratica, nel caso di Piazza Armerina, il passaggio alla città metropolitana di Catania poneva diversi dubbi in relazione alla modalità con la quale si sarebbero dovuti trasferire i debiti da un ex provincia all’altra. In pratica Catania si sarebbe dovuta accollare i debiti di Piazza Armerina e aumentare i costi di gestione del territorio.

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati