LA VIOLENZA DELLA POVERTA’ E L’ELEZIONE DI OBAMA.

L’arresto del disoccupato Michelangelo Perla avvenuto lunedì , che si era presentato in municipio con una bombola di gas minacciando di farla esplodere se non gli fosse stato concesso un contributo, è l’ennesimo atto violento che se da una parte dimostra l’esasperazione di alcune fasce deboli della nostra società ,dall’altro evidenzia come qualcuno pensi che con la violenza e le minacce possa risolvere problemi di sopravvivenza , che seppur gravi, non possono essere affrontati in questi termini; lo dice il buon senso oltre che il codice penale. La mancanza di lavoro in questi anni è stata sottolineata da atti di questo tipo che si sono ripetuti con impressionante regolarità. Occupazione di tetti e minacce di suicidio sono ormai all’ordine del giorno. Per fortuna molti vivono questo stato con dignità e forza di sopportazione.


Sono ormai numerose le famiglie che a Piazza Armerina devono ricorrere a forme assistenziali per potere sopravvivere ed è diventata una triste realtà vedere nostri concittadini chiedere nelle botteghe di alimentari di aver regalato qualche chilo di pasta o un po’ di pane. La crisi economica è responsabile solo in parte di questa situazione visto che il processo di impoverimento della nostra società, guardando bene, è iniziato da più di un decennio La società del capitalismo, del liberismo economico e della ricerca dell’arricchimento a tutti i costi ha solo saputo produrre macerie sulle quali oggi iniziamo a camminare, speriamo alla ricerca di nuovi modelli economici e di vita.


In quest’ottica si inserisce l’elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti quale elemento rinnovatore. Il nuovo presidente sembra rimettere al centro dello sviluppo della società alcuni valori dimenticati dalle precedenti amministrazioni. Per gli italiani, popolo conservatore come dimostrano da anni i risultati politici, sarà molto difficile cambiare rotta. La politica ci propone ogni giorno ricette anticrisi miracolose , ma sono tutte ricette che al di là degl’effetti palliativi non tengono conto della necessità di agire su quegl’aspetti della congiuntura che prescindono dai movimenti monetari. Si può continuare a ‘spostar soldi’ da un capitolo all’altro del bilancio dello Stato, ma fin quando non si comprenderà l’essenza del messaggio che sta percorrendo il mondo da una parte all’altra sarà molto difficile che la situazione cambi. Se l’etica , una nuova etica, non sarà posta al centro di qualunque attività umana ogni tentativo di cambiare lo stato delle cose sarà inutile e le crisi si ripeteranno nei prossimi anni sempre più devastanti e dannose. Da questo punto di vista Obama è una speranza anche per Michelangelo Perla.


Nicola Lo Iacono

 

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