La telenovela dell’adesione del nostro sindaco al Pd

Quanti ancora fumano e non sono stati inseriti nelle liste di proscrizione, si informino sui loro diritti legali, perché è già vigente un’altra norma di “scoraggiamento” al vizio fumoso. Multe salate saranno comminate a chi getta per strada mozziconi di sigaretta, ma anche altro: chewingum, fazzolettini, scontrini e qualunque altro piccolo rifiuto. Per quanto riguarda “l’altro”, lo capirebbe anche un neonato, perché è incivile buttare a terra rifiuti, seppur di dimensioni ridotte, ma per le cicche occorre anche una “sensibilità” da parte delle amministrazioni civiche che in Italia ritarderà ad arrivare, come certe mode.

Non è roba da ambientalisti, stavolta, le cui associazioni, comunque, invitano i comuni ad attrezzarsi per garantire l’osservanza della Legge, sia sotto l’aspetto della comunicazione e della prevenzione che per sanzionare questa cattiva e purtroppo diffusa abitudine, ma roba da salutisti, quella categoria di rompicoglioni che magari fino al giorno prima stavano sempre con il ciuccetto in bocca e adesso, di colpo, resisi conto che il fumo fa male, pretendono che tutti i cittadini di questo porco mondo si adeguino. A mare, si sa, per rispetto de noiartri, la cicca la riponiamo nel bicchiere di plastica, se non siamo nel lido attrezzato.

Ma per strada, come si fa? In tasca? Riteniamo veramente che i comuni attrezzino le strade di posaceneri, quando manca l’arredo urbano come a Piazza Armerina? Non siamo a Singapore e in Oriente, dove già da decenni sono attrezzati per questo e quando fai il cazzone e butti a terra il mozzicone, invece che nel posacenere, poi ti tagliano la mano. Siamo nel paese di bengodi e quindi, nel rispetto degli altri, si abbia considerazione per chi il ciuccetto ancora non lo lascia. 

A tal proposito, pare che certe frange della politica locale anelino a dotare il nostro sindaco di regolare ciuccetto, pensando di annacarlo come un bebé fino alla scadenza del mandato e poi di riporlo nella culla per abbandonarlo alla “ruota degli esposti”, ancora in uso per i neonati indesiderati. Pare che la telenovela per l’adesione del nostro sindaco al Pd non si sia ancora conclusa, che la partecipazione dell’amministrazione piazzese in carica al progetto di riforma di Renzi subisca una brusca frenata, che la presentazione del faraone siciliano non sia stata bastevole, ma occorra anche l’anamnesi di tutti gli aderenti, colonscopia compresa. Neanche risolutiva né impressionante, pare, sia stata la perfomance del fido pavone che, ruota semi aperta permettendo, cerca di non staccarsi dal suo mentore.

Attenzione, questo volatile è uno dei casi più rappresentativi di dimorfismo sessuale. Il vizio di certa sinistra di fare le pulci e valutare la dignità di chi rappresenta senza demerito la cosa pubblica non avrà mai fine. La primogenitura di alcuni è discriminante per gli altri che aderiscono dopo, o forse è solo la paura endemica del confronto interno, ed anche elettorale? Pare, da approfondite analisi politiche sviluppate dai maggiorenti della sinistra locale diuturnamente, da serrati dibattiti svoltisi poi nelle ore notturne, che proporsi al governo della città tra due anni con un sindaco renziano “in carico”, magari da ripresentare, non sarebbe agevole né vantaggioso per i tanti candidati in pectore al massimo scranno municipale. 
Mi ero permesso, da questa testata, di ricordare al nostro primo cittadino di stare accorto ai biscotti al burro offertigli a Roma, alle pacche sulle spalle rassicuranti, ai finti sorrisi di circostanza.

Veramente c’è ancora chi crede a babbo natale, alla befana, all’asilo vola vola? Infatti, trascorse poche settimane, ecco pervenire le dichiarazioni del commissario provinciale Ernesto Carbone, evidentemente suggerite, che ha chiarito che l’ingresso di alcuni sindaci della provincia nelle file del PD si farà previe valutazioni, perché “Le adesioni si fanno sempre sui programmi e sulle buone amministrazioni. Quando i requisiti ci sono, noi siamo i primi a dar loro il benvenuto. Quando si effettua una campagna acquisti, si scelgano giocatori che in campo hanno dimostrato di valere”. Pare anche che il rilascio della desiderata tessera piddina stia per naufragare o sia ancorata agli effetti della bassa marea e non prenderà il largo.

Pare che nello stesso documento, nel quale una certa area del PD si era dichiarata possibilista per l’ingresso del primo cittadino piazzese nel partito renziano, sia scritta, piccola piccola, una clausola, un vincolo, un codicillo, che prevederebbe, nell’effettuare l’azzeramento della giunta in carica, che il sindaco prendesse atto della gestione fallimentare e inconcludente dell’azione amministrativa posta in essere. Pare possibile? E Mattia, con le sue mattinate, le sue giornate sempre al lavoro, le sue missioni per risolvere problemi e querelle? La sua lista? Una condizione, di fatto, che pare possa essere interpretata come un veto all’ingresso nel Partito Democratico locale, mai caratterizzatosi per democrazia. Pare che un sindaco per la politica non valga più niente o non valgono niente i suoi padrini. 

Michelangelo Trebastoni

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati