La spazzatura: problema irrisolbile

Da oltre vent’anni  quasi giornalmente  i media ci raccontano della spazzatura che inonda a turno quasi tutte le città d’Italia, ed in particolare quelle della Sicilia. Da anni registriamo tutti i discorsi fatti sulla dislocazione di nuove discariche e  sulla installazione di un numero imprecisato di termovalorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti. A dare un alibi all‘incapacità della politica a risolvere in modo serio il problema della spazzatura, ci pensano i cittadini e le amministrazioni comunali che rifiutano  il collocamento nei  loro territori dei nuovi impianti ed i  titolari privati dei  numerosi  impianti che continuano a lucrare creando spesso artificiose  difficoltà chiudendoli o limitandone l’uso. I nostri governanti si sono sempre dimostrati incapaci a risolvere in modo radicale il problema. Dopo avere consentito che la spazzatura potesse essere depositata anche ad oltre duecento chilometri di distanza dai luoghi di produzione, si parla  di trasportarla con delle navi in paesi del Mediterraneo disposti a riceverla.

Lo stato fallimentare in cui versano tutti gli ATO rifiuti  in Sicilia ed il grosso indebitamento da parte dei Comuni nei confronti degli ATO in crisi, in gran parte sono stati  determinati da una allegra gestione del personale e dall’enorme costo per raggiungere lontane discariche.
Dopo avere visto spesso lunghe file di autocompattatori carichi all’esterno delle discariche,   perché non autorizzati ad effettuarne lo scarico, potrà esserci riservato il “piacere” di vedere ritornare le navi, cariche degli stessi rifiuti, dopo una “piacevole” crociera,
Nessuno ha pensato di decretare che siano i comuni, o i consorzi di comuni limitrofi, a gestire nell’ambito del proprio territorio i  rifiuti prodotti, ed evitare le grosse speculazioni dei diversi proprietari delle grandi discariche.

Angiolo Alerci 

 

Questo articolo è antecedente al 13 marzo 2018. Clicca qui per eventuali allegati