LA SITUAZIONE POLITICA ITALIANA TRA RICATTI, INTESE E ULTIMATUM.

Che la politica italiana sia in questo momento in una situazione di totale confusione è più che evidente. Berlusconi cerca strade alternative alle elezioni e lancia una proposta a Fini: “approviamo un altro decreto per il legittimo impedimento che prenda in considerazione solo la posizione del presidente del Consiglio ed escluda i ministri, entro il 14 dicembre”. La data si riferisce al giorno in cui la Consulta si esprimerà sul precedente decreto che, con molte probabilità, verrà bocciato lasciando Berlusconi senza alcuno scudo peri processi che da anni aspettano di sentirlo come testimone e come imputato. In compenso, così come chiesto da Fini, il Cavaliere rinuncerebbe al decreto sulle intercettazionI e a quello sul processo breve. Nel frattempo Bossi , seppur senza molta convinzione, ha buttato giù il rospo del mancato ritorno alle urne, anche se i termini usati non sono proprio rassicuranti : “se mi accorgo che si rema contro il federalismo – afferma il leader del carroccio – faccio saltare tutto.”Anche il rapporto tra Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi non naviga in buone acque. Alcuni atteggiamenti del il ministro dell’Ecomomia non sarebbero andati giù al Cavaliere. A fare da controcanto a questa situazione la sinistra con le altalenanti dichiarazione dei suoi leader che spaziano tra l’individuazione una nuova maggioranza , il ritorno alle urne e il “governo dei 60 giorni “ che dovrebbe occuparsi di rivedere la legge elettorale. Situazione da basso impero.

 

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